{"id":3291,"date":"2020-07-19T18:58:32","date_gmt":"2020-07-19T18:58:32","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3291"},"modified":"2023-12-07T14:02:07","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:07","slug":"mal-di-casa-la-nostalgia-del-grande-vuoto-incompiuto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/07\/19\/mal-di-casa-la-nostalgia-del-grande-vuoto-incompiuto\/","title":{"rendered":"Mal di casa, la nostalgia del grande vuoto incompiuto"},"content":{"rendered":"\n<p>Secondo la definizione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.etymonline.com\/word\/homesickness\">Online Etymology Dictionary<\/a>, la parola <em>homesickness<\/em>, nostalgia di casa, viene dal germanico <em>Heimwhe<\/em>, formato da <em>Heim<\/em>, casa, e <em>Weh<\/em>, che vuol dire dolore. In inglese, l\u2019aggettivo <em>homesick<\/em> contiene il termine <em>sick, <\/em>che in italiano viene tradotto come \u201cmalato\u201d; nella lingua anglosassone, la \u201cnostalgia di casa\u201d ha quindi un elemento di malessere, oltre che di mancanza. Catrina Davies, autrice e protagonista del memoir <em>Mal di casa. Perch\u00e9 vivo in un capanno<\/em>, conosce bene questa sensazione. Fin da quando era piccola, la sua vita \u00e8 stata minacciata dall\u2019instabilit\u00e0 economica e dagli sfratti. Ha abitato in molti luoghi diversi, senza mettere mai radici: un furgone Iveco giallo, una roulotte fissa, cottage e bungalow, tende piantate ovunque. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver passato i suoi primi vent\u2019anni a fuggire dalla Cornovaglia e a fare l\u2019artista di strada in giro per l\u2019Europa, Catrina sogna di avere un posto tutto suo, dove costruirsi una vita grazie ai libri e alle canzoni, ma si rende presto conto che i prezzi degli affitti sono troppo alti per poter anche solo avvicinare la realt\u00e0 alle proprie aspettative. Si trasferisce a Bristol, in un appartamento condiviso con quattro adulti e un bambino. La sua stanza \u00e8 tecnicamente uno sgabuzzino, e il contratto d\u2019affitto non prevede la sua presenza, per cui prende l\u2019abitudine a vivere \u00abcostantemente annullata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita si trasforma in una lotta per la sopravvivenza, in cui pagare l\u2019affitto non vuol dire semplicemente corrispondere dei soldi in cambio dell\u2019uso di una propriet\u00e0, ma assume un altro significato, quello che viene dall\u2019antico inglese <em>rendan<\/em>: \u00ablacerare o fare a pezzi\u00bb. Avere abbastanza soldi diventa \u00abun mal di testa, una pressione costante sul cranio\u00bb, un\u2019ossessione che assorbe tutto il suo tempo e le sue energie. Passano diversi anni, Catrina ha ormai superato i trenta e nessuno dei suoi sogni si \u00e8 realizzato. Non \u00e8 riuscita a scrivere il libro che ha in mente da sempre (il racconto dell\u2019esperienza di <em>busker<\/em> dalla Norvegia al Portogallo), si mantiene facendo lavoretti saltuari \u2013 suonando per strada e \u00abperfezionando vari e bizzarri talenti che andavano dalle orchestre circensi alle lezioni di violoncello\u00bb. Tutto quello che guadagna \u00e8 destinato a ripagare quei pochi metri quadrati in cui, di fatto, non riesce nemmeno ad abitare.<\/p>\n\n\n\n<p>La protagonista si ritrova intrappolata in una societ\u00e0 che la costringe a \u00abfar compere, guidare, parlare, bramare, lottare\u00bb, senza sosta, minacciata dallo spettro dell\u2019emarginazione sociale e dell\u2019indigenza. Una sera, pensando a tutto questo, Catrina si ricorda del capanno: il vecchio ufficio di suo padre (prima che andasse in bancarotta), che le era gi\u00e0 servito come rifugio una volta. Una rapida ricerca su Google Earth le rivela che quell\u2019insieme di lamiere ondulate \u00e8 ancora l\u00ec, abbandonato, devastato dal tempo, ma miracolosamente in piedi. Catrina mette le sue cose in valigia e torna a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo momento in poi, il lettore segue il percorso di rinascita dell\u2019autrice, che coincide con le fasi di sistemazione del capanno. I capitoli sono brevi, e a ognuno corrisponde un diverso momento di questa ricostruzione (per esempio \u201cRiparo\u201d, \u201cCostruire la casa\u201d, \u201cPane\u201d, \u201cArchitettura\u201d). Le prime notti sono difficili \u2013 ci sono topi e ragni, sporco ovunque, nessun tipo di riscaldamento \u2013 ma in realt\u00e0 Catrina si sente subito a proprio agio in quel posto malridotto. Qualcosa in lei comincia a cambiare: non ha acqua n\u00e9 elettricit\u00e0, ma non deve pi\u00f9 passare il tempo a lavorare per pagare qualcosa che non sar\u00e0 mai suo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre \u00e8 impegnata a occuparsi della nuova casa, Catrina trova l\u2019occasione per guardare dentro se stessa, riuscendo cos\u00ec a individuare la radice dell\u2019infelicit\u00e0 che ha caratterizzato la sua adolescenza e giovinezza. Si rende conto di essere rimasta intrappolata nello stesso destino dei suoi genitori, emigrati dal Galles alla Cornovaglia alla ricerca di un futuro pi\u00f9 promettente per le loro figlie. Fuggendo dalla propria terra ha pensato di potersi salvare, ma la verit\u00e0 \u00e8 che tutti finiamo per ripetere gli stessi schemi che impariamo da piccoli.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, ritornare alle origini, ai luoghi in cui tutto \u00e8 cominciato, diventa l\u2019unico modo per conquistare la libert\u00e0, che per Catrina non \u00e8 un\u2019idea astratta, ma \u00e8 proprio la libert\u00e0 di \u00ablavorare, e lavorare tanto, su cose che per me sono importanti. [\u2026] Libert\u00e0 di rifiutare di fare cose brutte solo perch\u00e9 mi pagano bene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>A tutto per\u00f2 c\u2019\u00e8 un prezzo: vivere nel capanno significa anche rinunciare alla sicurezza, e accettare di essere al di fuori della societ\u00e0, in una situazione di esilio costante. Questo concetto ricorda l\u2019idea di \u201cesilio come grazia\u201d, esposta da Clarissa Pinkola Est\u00e9s nel libro <em>Donne che corrono coi lupi<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00ab\u00c8 peggio restare nel luogo in cui non si appartiene che vagare sperduti, alla ricerca dell\u2019affinit\u00e0 psichica e spirituale di cui si ha bisogno. Non \u00e8 mai un errore cercare ci\u00f2 di cui si ha necessit\u00e0. [\u2026] Se l\u2019esilio non \u00e8 auspicabile in s\u00e9, se ne pu\u00f2 comunque trarre un inatteso vantaggio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 di cui Catrina ha necessit\u00e0 \u00e8 una casa che non sia solo un luogo fisico, ma soprattutto un posto dove sentirsi al sicuro, anche se al suo interno mancano molte delle cose che di solito si ritengono essenziali.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mal di casa <\/em>non \u00e8 solamente un memoir, e sarebbe riduttivo anche considerarlo come un saggio di critica sociale. Lo stile descrittivo, il modo in cui viene resa l\u2019evoluzione del personaggio, la narrazione dilatata, mai noiosa, rendono <em>Mal di casa<\/em> un romanzo che cattura. La natura \u00e8 una presenza costante nel libro, tanto da diventare quasi un vero e proprio personaggio: mentre leggiamo, siamo in grado di vedere le scogliere della Cornovaglia, le grandi onde su cui Catrina e i suoi amici fanno surf, le decine di animali e piante che costituiscono l\u2019ecosistema delicato in cui si muove la protagonista. Tutto questo viene reso attraverso un linguaggio preciso e attento ai dettagli: ogni immagine \u00e8 tratteggiata con attenzione, sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista sensoriale (\u00abNotai due tipi distinti di licheni: uno era verde chiaro e sottile come carta, l\u2019altro pi\u00f9 scuro e ruvido. Quando ci appoggiai sopra il viso, era ispido come la barba di un uomo\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono poi diversi espedienti originali che aiutano il lettore a entrare nel mondo di Catrina, come i testi delle canzoni che intervallano la narrazione, o le spiegazioni etimologiche delle parole inglesi, che servono a svelare i significati nascosti delle cose. Tra questi, colpisce in particolare la ricostruzione della parola \u201cdimorare\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00ab<em>dwell<\/em>, dimorare, viene dall\u2019inglese antico <em>dwellan<\/em>, che significa sviare o ingannare, dall\u2019antico germanico <em>dwelan<\/em>, perdersi o traviare, dal norreno <em>dvol<\/em>, ritardare, o <em>dvali<\/em>, dormire, dall\u2019olandese medio <em>dwellen<\/em>, sbalordire o sconcertare, e dall\u2019antico danese <em>dvale<\/em>, trance o stupore. In sostanza viene dalla radice indoeuropea <em>dheu<\/em>, che significa polvere, nube, vapore o fumo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 proprio quest\u2019ultimo significato quello che pi\u00f9 rispecchia la sensazione di mal di casa che prova la protagonista, costretta a inseguire un fantasma \u2013 \u00abil grande vuoto incompiuto\u00bb \u2013 di cui continua ad avere nostalgia. Alla fine, un evento inaspettato porter\u00e0 Catrina a chiedersi perch\u00e9 abbia messo tutte quelle energie nel capanno. La risposta arriva semplice, lampante, ed \u00e8 affidata alle parole della scrittrice e poetessa Barbara Kingsolver: \u00abSolo se ami qualcosa ti prendi il disturbo di lavorare per suo conto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo, <em>Mal di casa<\/em> ci insegna proprio questo: essere <em>homesick<\/em> non significa soffrire di una privazione materiale, ma vuol dire essere alla ricerca di un posto dove essere al sicuro e per cui, soprattutto, valga la pena vivere e lavorare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00ab<em>Ho nostalgia del grande vuoto incompiuto,<\/em><br><em>delle avventure immaginarie che non riesco a dimenticare.<\/em><br><em>Dissero che era troppo buio per andarsene in giro,<\/em><br><em>cos\u00ec provai a infilare la mia anima nella loro rete.<\/em><br><em>E io resisto, perch\u00e9 desidero essere al sicuro come te.<\/em><br><em>Ma se voglio essere al sicuro, non posso ancora spegnere la testa<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIn fondo, Mal di casa ci insegna proprio questo: essere homesick non significa soffrire di una privazione materiale, ma vuol dire essere alla ricerca di un posto dove essere al sicuro e per cui, soprattutto, valga la pena vivere e lavorare\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":3292,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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