{"id":3170,"date":"2020-06-18T14:03:05","date_gmt":"2020-06-18T14:03:05","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3170"},"modified":"2023-12-07T14:02:07","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:07","slug":"giovanissimi-la-scuola-dellassenza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/06\/18\/giovanissimi-la-scuola-dellassenza\/","title":{"rendered":"Giovanissimi: la scuola dell\u2019assenza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"indented\">\u00abFu cos\u00ec che pensai che nel primo ciao che si dice \u00e8 compreso anche l\u2019addio e che l\u2019inizio \u00e8 solo l\u2019inizio della fine e che ogni incontro non \u00e8 altro che un lungo abbandono\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanissimi<\/em>, pubblicato da NN Editore, \u00e8 il secondo romanzo di Alessio Forgione che, con quest\u2019opera, \u00e8 entrato nei dodici candidati al Premio Strega 2020, guadagnandosi una posizione rilevante tra gli scrittori emergenti degli ultimi anni. Forgione torna nella sua terra natia, ma raccontandoci questa volta, al contrario di <a href=\"https:\/\/www.nneditore.it\/libri\/napoli-mon-amour\/\"><em>Napoli mon amour<\/em><\/a> (NN Editore, 2018) \u2013 opera prima dove i panni del protagonista erano indossati dal trentenne Amoresano \u2013 le vicende di ragazzini che crescono nel quartiere napoletano di Soccavo, in una vita che viene palleggiata tra campi da calcio, piccole e grandi violenze, rapporti parentali silenziosi e grandi amori estivi. <em>Giovanissimi<\/em> \u00e8 in particolare il racconto di un ragazzo che approccia alla vita, impattando con la ruvidezza di una realt\u00e0 capace di plasmare, trasformare, mutare i suoi schemi relazionali, le abitudini, i suoi stessi pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il protagonista di questo romanzo di formazione \u00e8 Marocco, un ragazzino che gioca nei giovanissimi di una squadra di Napoli e che sogna di entrare presto negli allievi (per ricevere uno stipendio), magari approdando anche alla Serie A. Ad accompagnare Marocco, fuori e dentro il campo da calcio, c\u2019\u00e8 un parco di amicizie pi\u00f9 o meno solide, pi\u00f9 o meno sincere, con le quali il ragazzo condivide le giornate e, tra un paio di \u00abpetardi\u00bb (canne) e delusioni sempre pi\u00f9 cocenti, vive.<\/p>\n\n\n\n<p>Marocco abita in un appartamento con il padre, da quando la madre li ha abbandonati qualche anno prima, scappando di casa per non tornare mai pi\u00f9. Insieme, nonostante il fantasma della moglie\/madre aleggi nelle loro vite, i due cercano di campare come possono: il padre fumando sigarette e tentando di indirizzare Marocco verso una vita possibile (lo iscrive al liceo scientifico, segue le sue partite di campionato), Marocco provando a comprendere cosa farsene della sua stessa esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il personaggio della madre, nonostante l\u2019assenza nel romanzo, \u00e8 una presenza fondamentale, vibrante, fantasmatica. \u00abCi ragionai e capii che mi sarebbe piaciuto scattare foto ai fantasmi, ai dischi volanti e a mia madre. Mi chiesi se lei rientrasse nella categoria dei fantasmi ed era un brutto pensiero e riuscii ad ignorarlo e ad andare avanti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli interessi che caratterizzano la vita di Marocco ci sono le letture di Dylan Dog e riviste <em>sci-fi<\/em> che, oltre a riempire le ore vuote del ragazzo tra la campanella e gli allenamenti, sono anche una scuola di sensibilit\u00e0 all\u2019assenza, a ci\u00f2 che si percepisce ma non si pu\u00f2 toccare, al mondo che gravita al di sotto del mondo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019irrompere della realt\u00e0, una goccia alla volta, provoca per\u00f2 uno sfaldamento sempre pi\u00f9 consistente nell\u2019universo di Marocco: alcuni compagni finiscono nei guai, i risultati delle partite peggiorano, l\u2019amicizia con Lunno si consolida fino a condurre il protagonista dentro una spirale di annullamento della propria identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come il caleidoscopio di eventi, anche il tempo segue: i giorni si affastellano uno sull\u2019altro, si bruciano, si consumano, e la narrazione \u00e8 caratterizzata da contrazioni che segnano uno scorrere delle ore frenetico, anch\u2019esso giovanissimo. \u00ab\u201cI soldi che mancano ce li metto io\u201d mi rispose e and\u00f2 via. Lo rividi il giorno dopo. Mi citofon\u00f2. \u201cScendi\u201d disse\u00ad\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo romanzo c\u2019\u00e8 anche una consistente impronta teorica, ispirata al lavoro di Elisabeth K\u00fcbler-Ross, la celebre psichiatra svizzera del Novecento che, fondatrice della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tanatologia#:~:text=La%20psichiatra%20svizzera%20Elisabeth%20K%C3%BCbler,elaborazione%20psicologica%22%20dell'evento%2D\"><em>Psicotanatologia<\/em><\/a> \u2013 ovvero del sostegno psicologico davanti alla morte \u2013 elabor\u00f2 il famoso <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Elisabeth_K%C3%BCbler_Ross\"><em>Modello a cinque fasi<\/em><\/a>. Questo schema, strutturato secondo gli step percorsi dagli individui per accettare la malattia terminale (o il lutto) si compone di: Negazione, Rabbia, Patteggiamento, Depressione, Accettazione. Nonostante sia (spesso) uno strumento altamente abusato \u2013 utilizzato anche per superare il trauma di un tamponamento a 30 km\/h \u2013 viene innestato dentro questo romanzo in maniera particolarmente efficace. La divisione in capitoli rispetta infatti il Modello a cinque fasi, e ognuno di essi \u00e8 capace di rispecchiare appieno la natura dei diversi passaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 per\u00f2 il lutto che Marocco deve elaborare?<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, i lutti sono due, e nessuno dei due \u00e8 un vero e proprio lutto. Il primo trauma da affrontare \u00e8 infatti la scomparsa della madre, di una madre che non \u00e8 morta ma che vive solo nei pensieri del figlio (come un fantasma), una madre di cui Marocco non sa pi\u00f9 nulla, una madre per la quale farebbe qualsiasi cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abAl buio, con gli occhi aperti, non mi concentrai davvero sul provino, ma sull\u2019eventualit\u00e0 di diventare un calciatore famoso. Perch\u00e9 se lo fossi diventato mia madre avrebbe potuto ricevere mie notizie, guardarmi, e magari, nel vedermi, nel pensarmi, le sarebbe tornata la voglia di stare con me, come per quei pensieri che dimentichi di avere, ma che poi te ne ricordi e non puoi pi\u00f9 ignorarli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo \u201clutto\u201d che colpisce Marocco riguarda invece la perdita di una condizione spensierata e giovanile, l\u2019affacciarsi alla vita stessa, e la conseguente accettazione dolorosa della complessit\u00e0, e dell\u2019imprevedibilit\u00e0, dell\u2019esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come si intersecano questi due percorsi all\u2019interno del romanzo?<\/p>\n\n\n\n<p>Per comprenderlo \u00e8 utile anche per noi suddividere l\u2019analisi in cinque parti.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Rifiuto<\/em>. \u00abIn questa fase, il paziente usa come meccanismo di difesa il rigetto dell&#8217;esame di realt\u00e0, e ritiene impossibile avere quella data malattia\u00bb. Questo primo stadio, che corrisponde all\u2019inizio del romanzo, \u00e8 caratterizzato dalla descrizione di un ambiente dove \u00abIl rispetto \u00e8 l\u2019unica cosa che conta\u00bb, nel quale si parla quasi esclusivamente di canne e di sogni rinchiusi nei giornaletti di fantascienza, e in cui la questione della madre di Marocco non compare, se non a sprazzi e sottoforma di sogno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Rabbia<\/em>. \u00ab\u00c8 una fase molto delicata dell&#8217;iter psicologico e relazionale del paziente, e rappresenta un momento critico che pu\u00f2 culminare nella massima richiesta di aiuto, ma anche nel rifiuto, nella chiusura e nel ritiro in s\u00e9\u00bb. Questo step \u00e8 caratterizzato da sentimenti molto forti che esplodono in ogni direzione, e che riverberano dentro (e fuori) l\u2019animo di Marocco. La prima parte del capitolo \u00e8 infatti una rincorsa nel passato, a riscoprire le ferite aperte dai frequenti litigi tra i genitori, dall\u2019incomunicabilit\u00e0 che aleggiava tra moglie e marito, dalla tensione che tagliava in due la famiglia, e che sopravvive come una presenza scomoda dentro la casa che padre e figlio abitano. La rabbia di Marocco, pensando questo passato, si espande come un virus, e inizia a permeare le giornate del protagonista, a casa coma a scuola. \u00abRiuscivo a pensare solo al Natale, che speravo non arrivasse mai e invece arriv\u00f2, presto, e mi venne incontro correndo, mentre la vita procedeva indifferente, e mentre andavo male a scuola e mi preparavo a diventare cattivo e mi tenevo tutto dentro, cercando di sembrare normale\u00bb. Il rancore deflagra dunque al liceo cos\u00ec come nella vita violenta che inizia a infestare l\u2019esistenza di Marocco, tra spaccio di fumo e pestaggi che subiscono gli amici. Questa rabbia \u00e8, dunque, un vero e proprio spartiacque, l\u2019inizio che fa germinare la fine. \u00abLa strada che percorremmo, da quel punto in poi, fu solo un\u2019interruzione tra quello che eravamo riusciti a fare e quello che avremmo fatto. Tra il passato, tra quello che sapevamo, e il futuro, ovvero le cose a cui saremmo andati incontro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Patteggiamento<\/em>. \u00abLa persona comincia a verificare cosa pu\u00f2 fare e in quali progetti pu\u00f2 investire la speranza\u00bb. Marocco prende coscienza dei propri e altrui confini, tracciando una linea di separazione e identificazione: \u00abScoprii che mi piaceva vendere il fumo\u00bb, dice; oppure, riflettendo sulle numerose discussioni con il padre riguardo il proprio andamento scolastico, afferma che: \u00abLa scuola era un suo problema, non mio\u00bb. La madre di questo terzo step \u00e8 una madre che Marocco rincorre nei sogni, ma alla quale non arriva mai. A fare da contraltare a questa catabasi c\u2019\u00e8 per\u00f2 Serena: con questa ragazza, il protagonista non solo riesce a provare un sentimento autentico, ma anche a placare la sua sete di vittoria, di combattimento, la frenesia da Giovanissimo. \u00abRimase in silenzio ed io mi feci delle domande, ma poi smisi, perch\u00e9 pensai che non era una sfida e che Serena non era un trofeo e che non volevo vincere, ma solo giocare. Non dovevo battere nessuno, nemmeno me stesso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Depressione<\/em>. \u00abIl paziente comincia a prendere consapevolezza delle perdite che sta subendo o sta per subire\u00bb. Non \u00e8 un caso che questo capitolo inizi con un sogno, in cui Marocco insegue nuovamente la madre, questa volta per\u00f2 fino alle estreme conseguenze. \u00abSognai di vedere, sulla lapide, il volto di mia madre. Sognai che anche in quella foto indossava gli occhiali da sole\u00bb. Questo approccio pi\u00f9 autentico con la morte, innestato a inizio capitolo, prosegue per le pagine seguenti: Marocco, infatti, tramite una serie di episodi (diretti e indiretti) fa esperienza della finitezza della vita, smorzando quel senso di invincibilit\u00e0 caratteristico di un Giovanissimo, e ritirandosi dentro la stanchezza distintiva della depressione. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Accettazione<\/em>. \u00abQuando il paziente ha avuto modo di elaborare quanto sta succedendo intorno a lui, arriva a un\u2019accettazione della propria condizione e a una consapevolezza di quanto sta per accadere\u00bb. In quest\u2019ultima fase Marocco accetta ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che non sar\u00e0 mai, quello che \u00e8 successo e che non si potr\u00e0 modificare, arrivando al punto di piangere per la madre, rendendosi conto che \u00abnon c\u2019era una parola o un mio gesto che l\u2019avrebbe convinta a volermi bene\u00bb. In questo modo il giovane protagonista cerca di archiviare la memoria materna, lasciando spazio alla propria vita. \u00abIl giorno dopo mi svegliai e in me c\u2019era solo calma, come se fossi nato in quel preciso istante\u00bb. Una vita nella quale Marocco decide che non vuole \u00absbranare ma gioire\u00bb, non desidera lasciare dietro di s\u00e9 morti, \u00abma solo persone felici\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La prosa di Forgione riesce, con uno stile asciutto e tagliente, a rendere questa introspezione una narrazione, permettendo al linguaggio di percorrere lo stesso cammino del protagonista, prima granitico e privo di colore, poi indirizzato verso un\u2019apertura sempre maggiore che, specialmente dopo l\u2019incontro con Serena, culmina in una prosa distesa e disseminata di aggettivi.<\/p>\n\n\n\n<p>La crescita di questi Giovanissimi \u00e8 pregna, pi\u00f9 che di senso, di esperienze. Per Marocco affacciarsi alla vita vuol dire provare, riconoscere i propri spazi ma anche i propri limiti, decidere di capire cos\u2019\u00e8 l\u2019amore. Scegliere di vivere, anche se iniziare a vivere \u00e8 anche iniziare a morire.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPer Marocco affacciarsi alla vita vuol dire provare, riconoscere i propri spazi ma anche i propri limiti, decidere di capire cos\u2019\u00e8 l\u2019amore. 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