{"id":3140,"date":"2020-06-14T17:12:42","date_gmt":"2020-06-14T17:12:42","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3140"},"modified":"2023-12-07T14:02:08","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:08","slug":"killing-eve-im-not-a-very-nice-lady","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/06\/14\/killing-eve-im-not-a-very-nice-lady\/","title":{"rendered":"Killing Eve: I\u2019m not a very nice lady"},"content":{"rendered":"\n<p>Scena.<\/p>\n\n\n\n<p>Una donna seduta in un caf\u00e8 di Vienna mangia un gelato leccando minuziosamente il cucchiaino. Ha i capelli castani e gli occhi un po\u2019 troppo distanti dal naso. Le fanno uno sguardo sgranato. Una bambina le sorride, e lei pure, sorride, ma qualcosa in lei parla d\u2019altro. Il mio primo pensiero, senza sapere nulla di quello che sto vedendo, \u00e8 che la ragazza sia un robot.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Guarda l\u2019orologio da polso, un pezzo da signora \u2013 poi raccatta le sue cose, paga il barista e si avvia fuori dal locale. Passando, con un gesto noncurante della mano butta il gelato addosso alla bambina. Ora s\u00ec che sorride davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Scena.<\/p>\n\n\n\n<p>Una donna urla nel proprio cuscino mentre dorme. Sono urla a pieni polmoni e il marito ci mette un po\u2019 a svegliarla. Appena apre gli occhi si calma, dice che le si erano addormentate le braccia e che si era spaventata. Anche nel suo sguardo c\u2019\u00e8 qualcosa che non quadra: \u00e8 spassionato, come se quelle grida di pochi secondi prima appartenessero a qualcun altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Killing Eve<\/em> \u00e8 una storia d\u2019amore e di sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>Eve, agente dell\u2019MI5 frustrata perch\u00e9 relegata a noiosissimi lavori amministrativi, nasconde una segreta fascinazione per gli omicidi a mano femminile. \u00c8 chiaramente brillante ma si vede che le \u00e8 stato insegnato a essere modesta, a guardarsi le scarpe, a vestirsi di beige. Un\u2019imposizione che evidentemente le sta stretta, perch\u00e9 sembra incapace di farsi i fatti suoi. Non \u00e8 il caso della ragazza incompetente ma curiosa che si ritrova suo malgrado in circostanze oscure: Eve se la va a cercare, perch\u00e9 dentro di lei la caccia \u00e8 gi\u00e0 in atto da tempo. Ma il topo, contrariamente a quello che pu\u00f2 sembrare, non \u00e8 la misteriosa sicaria dagli occhi sgranati che uccide uomini d\u2019affari in modi fantasiosi lasciandosi dietro una sfilza di testimoni pi\u00f9 o meno attendibili \u2013 il topo \u00e8 la parte pi\u00f9 oscura di s\u00e9, quella che \u00e8 incantata dal sangue che sgorga dalle ferite e chiede a Niko, suo marito, come la ucciderebbe. Lei ha un\u2019idea molto dettagliata su come farlo fuori: gliela rivela con lo stesso tono con cui minuti prima gli aveva spiegato che le si erano addormentate le braccia. Niko, col il suo ruolo passivo e il suo poco convincente fingere di capire sua moglie, fa tenerezza. Sembra un morto che cammina.<\/p>\n\n\n\n<p>Eve invece \u00e8 inquietante come ci\u00f2 che siamo e non vorremmo essere. Sembra sentirsi viva solo quando esce completamente fuori da s\u00e9 stessa, il che coincide con il mettersi costantemente in pericolo.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019\u00e8 Villanelle: sociopatica, killer di professione, ama i vestiti voluminosi, le giacche a stampa, le donne e la violenza, possibilmente tutte queste cose insieme. \u00c8 viziata, infantile, inopportuna, sofisticata, letale. Non ha l\u2019atteggiamento della suadente tentatrice. \u00c8 maliziosa come una ragazzina cresciuta in un ambiente tossico in cui non ha appreso come dimostrare affetto: anche nei confronti dell\u2019unica figura paterna che abbia mai avuto, il suo \u2018tutore\u2019 Constantin \u2013 un russo carismatico in bilico fra buone intenzioni e pessimi metodi \u2013 non riesce a calibrare l\u2019affetto con la possessivit\u00e0, il bisogno di sentirsi accudita e quello di indipendenza. Questi contrasti emotivi per Villanelle finiscono sempre in scontri violenti, perch\u00e9 l\u2019unico modo che conosce per provare a s\u00e9 stessa di amare una persona \u00e8 quello di non riuscire a ucciderla. Ma comunque ci prova, eh.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/2018_38_tv-1024x683.jpg\" alt=\"killing eve marvin\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/2018_38_tv-1024x683.jpg\" alt=\"killing eve marvin\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Eve e Villanelle si incontrano con un classico <em>meet-cute<\/em> degno del gemello cattivo di <em>Notting Hill<\/em>: nel bagno di un ospedale, Villanelle guarda la chioma riccia di Eve e le sussurra sulla porta di lasciarsi i capelli sciolti. Non \u00e8 n\u00e9 lasciva n\u00e9 romantica: le parla come se fosse una proiezione della stessa Eve che si guarda allo specchio. Poi esce e uccide quattro persone senza lasciare traccia. Quando Eve la descrive al disegnatore della scientifica, sorride un po\u2019, come una ragazza che raccontando del suo primo bacio si sfiora le labbra con le dita per rivivere la sensazione. Ed \u00e8 questo che continuer\u00e0 a fare: toccarsi le labbra, inseguendo Villanelle e lasciandosi inseguire, in un gioco che metter\u00e0 in pericolo le loro vite e quelle di chi sconsideratamente si lascer\u00e0 intrappolare nella ragnatela \u2013 ma soprattutto, quella che sembra non sopravvivere allo scontro \u00e8 la loro identit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sandra Oh (Eve) e Jodie Comer (Villanelle) giocano la loro partita di scacchi con giocosa maestria, piegando con delicata perfidia i propri personaggi al limite, per poi rimbalzare indietro ogni volta che ci sembra abbiano raggiunto il punto di non ritorno \u2013 ogni espressione \u00e8 perfettamente calibrata, eppure appare selvaggia. Si scarnano di ogni gentilezza e trasudano ingenuit\u00e0. Arrivano con incoscienza rabbiosa alla carne viva della storia, sostenute da un copione sofisticato e visionario: su Phoebe Waller-Bridge, sceneggiatrice della prima stagione, si dovrebbe scrivere un pezzo a parte. \u00c8 una delle menti pi\u00f9 brillanti che abbiamo la fortuna di vedere all\u2019opera dal nostro divano (se non avete visto <em>Fleabag<\/em>, che dire \u2013 <em>get the fuck out of here<\/em>), e non \u00e8 un caso che sia stata chiamata a scrivere il prossimo James Bond. I suoi dialoghi sono asciutti e cinici, impregnati di quel British humour che noi continentali amiamo fingere di capire.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quello che davvero colpisce di <em>Killing Eve<\/em> \u00e8 il fatto che non assomigli a nient\u2019altro, non \u00e8 la versione all-female di una classica spy story, non \u00e8 una tokenistica inversione di ruoli: \u00e8 uno show psicologico che mette in discussione qualsiasi tropo narrativo che lo ha preceduto. Eve e Villanelle sono entrambe personaggi brutali, ambigui, che raggirano continuamente la contrapposizione eroe\/antagonista che piace tanto alla tradizione, ma allo stesso tempo stravolgono quasi con scherno gli anti-eroi cari alla mascolinit\u00e0 tossica, che non riesce a liberarsi dei propri archetipi, e al limite ne capovolge i significati tenendo i propri personaggi ben incatenati a una visione oppositiva e categorica della realt\u00e0: c\u2019\u00e8 un buono che combatte un cattivo, o c\u2019\u00e8 un buono che combatte la parte cattiva di s\u00e9, o la subisce e poi se ne pente, cercando redenzione. In ogni caso, sono tutti eroi, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che gli uomini si vogliono vedere allo specchio \u2013 se buoni, sono Ges\u00f9 Cristo, se cattivi, sono uomini tormentati e genialoidi, che mascherano una totale mancanza di riguardo per chiunque attorno a loro con una sofferta ma piatta \u2018complessit\u00e0\u2019 \u2013 i nostri Tony Soprano, Don Draper, Walter White, Pablo Escobar, Dexter, Tommy Shelby, e tutti gli altri che abbiamo tanto amato e ciecamente tentato di giustificare negli anni. Qui invece nuotiamo a vista in acque inesplorate, perch\u00e9 le nostre eroine non sono n\u00e9 maddalene n\u00e9 madonne e non cercano perdono n\u00e9 grazia. A differenza dei loro predecessori la loro sete non \u00e8 di potere, ma di conoscenza. Non vogliono essere buone o cattive, ma conoscere il bene e il male in s\u00e9 e fuori da s\u00e9. Nel corso della serie entrambe danno libero sfogo ai propri istinti pi\u00f9 egoistici e spesso immorali: la violenza di Villanelle non \u00e8 gratuita (si fa pagare profumatamente), ma \u00e8 priva di qualsiasi empatia. La sua ossessione per Eve non le fa \u201cdesiderare di essere una donna migliore\u201d, non \u00e8 ruotando attorno a lei che il suo personaggio evolve \u2013 \u00e8 che osservarla da lontano le fa porre delle domande su s\u00e9 stessa che la spaventano, e come una bestia ferita, nella sua vulnerabilit\u00e0 attacca per difendersi. Parallelamente, Eve non \u00e8 una scolaretta traviata dal lato oscuro, non \u00e8 Cappuccetto Rosso persa nel bosco \u2013 la sua presenza inquieta buca lo schermo dalla prima scena, e la sua evoluzione \u00e8 una disintegrazione sistematica di tutte le scatole in cui si era chiusa per contenere un istinto di cui comincia a vergognarsi sempre meno. Eve e Villanelle si terrorizzano a vicenda, ma i momenti in cui tentano di uccidersi sono i meno spaventosi: sono le rispettive sfere emotive che le mettono davvero in difficolt\u00e0, e al contempo le legano. Nessuna delle due \u00e8 una persona migliore grazie all\u2019altra, anzi, sono due mostri ingarbugliati nei loro traumi \u2013 ma sono attratte da quello che vedono nell\u2019altra, che non hanno il coraggio di liberare in s\u00e9 stesse. Prendono dolorosamente dimestichezza con le loro ombre, toccano i loro fondi, e in quel fondo si scoprono a loro agio con il proprio profilo peggiore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/killing-eve-rinnovo_jpeg_1200x0_crop_q85-1024x683.jpg\" alt=\"killing eve marvin\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/killing-eve-rinnovo_jpeg_1200x0_crop_q85-1024x683.jpg\" alt=\"killing eve marvin\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo gioco ha un prezzo: tutto crolla attorno a loro, soprattutto l\u2019innocenza. Non sono delle <em>very nice ladies after all<\/em>. Qualsiasi cosa ci sia fra loro, se amore o sete di sangue, non c\u2019\u00e8 promessa di redenzione, n\u00e9 la ruffiana pretesa di imboccare allo spettatore risposte appaganti che la vita di solito non d\u00e0 \u2013&nbsp; e questo \u00e8 forse il distinguo pi\u00f9 intelligente e affascinante di questo all women show: <em>Killing Eve<\/em> \u00e8 un ritratto di donne che non si definiscono, che non approdano ad alcuna decodificazione che metta lo spettatore a proprio agio, e che non si affannano mai ad addolcire i propri spigoli con un velo di sentimentalismo che le renda pi\u00f9 amabili. Semplicemente, non ne hanno bisogno: a differenza degli eroi del bene e del male cari alla tradizione, confidano che lo spettatore sia capace di osservare la loro autentica complessit\u00e0 senza che la cosa lo spaventi \u2013 che sia disposto a rinunciare alla gratificazione di aver \u2018capito tutto\u2019 per una rappresentazione pi\u00f9 onesta dell\u2019agire, a volte incoerente, a volte semplicemente indifferente.<\/p>\n\n\n\n<p>Se avrete il coraggio di non arretrare terrorizzati nel riconoscervi non nel bene, non nel male, ma nell\u2019incertezza, nel dubbio, nel \u2018a volte non so perch\u00e9 faccio le cose che faccio\u2019, allora sar\u00e0 facile amarle, non perch\u00e9 vi rappresentino, ma perch\u00e9 vi spaventano, non perch\u00e9 troverete in loro una speranza di salvezza, ma perch\u00e9 non vorreste mai e poi mai essere come loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le tre stagioni di Killing Eve sono disponibili in Italia sulla piattaforma TimVision \u2013 abbiate il coraggio.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIn Killing Eve nuotiamo a vista in acque inesplorate, perch\u00e9 le nostre eroine non sono n\u00e9 maddalene n\u00e9 madonne e non cercano perdono n\u00e9 grazia. 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