{"id":2961,"date":"2020-05-17T13:52:40","date_gmt":"2020-05-17T13:52:40","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=2961"},"modified":"2023-12-07T14:02:22","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:22","slug":"topeka-school-fuck-the-continuity","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/05\/17\/topeka-school-fuck-the-continuity\/","title":{"rendered":"Topeka School: fuck the continuity"},"content":{"rendered":"\n<p>Premessa necessaria: il titolo non \u00e8 scritto in inglese perch\u00e9 fa fico (appurato che qualcuno ancora creda che scrivere qualcosa in inglese faccia fico <em>a prescindere<\/em> dal suo significato), ma perch\u00e9 \u00e8 una citazione di <a href=\"https:\/\/www.audinoeditore.it\/libro\/9788875271831\">questo saggio qui<\/a>, del quale, nonostante il notevole interesse contenutistico, non parleremo e con il quale non stabiliremo alcun tipo di relazione. Perch\u00e9 oggi siamo impegnati in ben altre analisi e storie, che riguardano il nuovo romanzo di Ben Lerner: <em>Topeka School<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben Lerner, in pillole, \u00e8 un poeta e romanziere americano che ha esordito con una raccolta di 52 sonetti dal titolo <em>Le figure di Lichtenberg<\/em> (pubblicato in Italia da <em>Tlon<\/em>, 2017), ha scritto due romanzi, <em>Un uomo di passaggio<\/em> (Neri Pozza, 2012) e <em>Nel mondo a venire<\/em> (Sellerio, 2015) \u2013 il primo finalista al National Book Award \u2013 un saggio, <em>Odiare la poesia<\/em> (Sellerio, 2017), e nel 2019 \u00e8 uscito con questa terza opera, pubblicata nel 2020 da Sellerio nella traduzione di Martina Testa, localizzata in quel di Topeka, una cittadina dello Stato del Kansas, ipertrofico e incazzatissimo <em>red state<\/em>, tra anni <em>\u2019<\/em>80 e <em>\u2019<\/em>90.<\/p>\n\n\n\n<p>Il protagonista \u00e8 Adam Gordon, lo stesso Adam Gordon dell\u2019<em>Uomo di passaggio<\/em>, che, se in quest\u2019ultimo romanzo era un poeta americano delocalizzato in Spagna e impelagato nelle ragnatele linguistiche del suo, e altrui, linguaggio, in questo \u00e8 uno studente dell\u2019ultimo anno della Topeka High School, particolarmente abile nelle gare di oratoria. La madre e il padre (Jane e Jonathan) sono due illuminati psicologici della Fondazione, un\u2019illustre clinica psichiatrica progressista dove le relazioni tra pazienti e dottori sono al limite del comunitarismo. Nello specifico, Jane \u00e8 una celebre autrice di saggi di stampo femminista, mentre il padre \u00e8 uno psicologo interessato alle deformazioni glossolaliche del linguaggio. Come detto in precedenza, Adam \u00e8 invece un campione dell\u2019oratoria \u2013 disciplina del dibattito pubblico dalle molteplici specialit\u00e0 e livelli di competizione \u2013 ma \u00e8 anche un ragazzo che scrive poesie, e che utilizza questa sua predilezione, impastandola con l\u2019abilit\u00e0 di cui sopra, per assumere un peso sociale tra i suoi coetanei durante occasionali gare di freestyle. All\u2019interno del romanzo le voci dei tre si alternano, saltando anche dalla prima alla terza persona, spezzate da interludi a proposito di Darren, ragazzo con problemi cognitivi e comportamentali che soffre il rifiuto sociale da parte del branco, ovvero i ragazzi della Topeka High School. Una volta entrato a farne parte, Darren non riuscir\u00e0 comunque a gestirne i meccanismi, a comprenderne i codici, i riti di accettazione turgidi di mascolinit\u00e0 tossica, rendendosi protagonista di un evento che, scoccato a inizio romanzo, viagger\u00e0 come una freccia lungo tutta la storia.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E \u00abfino a qui tutto bene\u00bb, come direbbero quelli dell\u2019<em>Odio<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo che.<\/p>\n\n\n\n<p>Per comprendere a fondo il romanzo di Lerner questo non basta. Perch\u00e9 <em>Topeka School<\/em> \u00e8 anche e soprattutto un\u2019opera sulla frammentazione linguistica, narrativa e temporale, funzionale alla descrizione del fenomeno della glossolalia che, spalmata su vari strati di significato secondo dosi consigliate, riesce a bucare gli stessi piani linguistici, narrativi e temporali, colando dentro il romanzo come un acido.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo dal piano numero uno, perch\u00e9 le cose si fanno per ordine, ma anche perch\u00e9, come dice Adam (in parte alter biografico di Lerner) questo romanzo costituisce \u00abuna genealogia del proprio modo di parlare, e dei suoi aspetti pi\u00f9 estremi\u00bb. Tra le discipline dell\u2019oratoria, il ragazzo \u00e8 particolarmente talentuoso nella pratica dell\u2019asfaltatura, o <em>overkill<\/em> verbale. Questa abilit\u00e0 consiste \u2013 all\u2019interno di una competizione nella quale vengono assegnate a un oratore le tesi PRO su un particolare tema (\u00abIl governo federale dovrebbe adottare un pacchetto di misure che riducano in maniera sostanziale la criminalit\u00e0 minorile negli Stati Uniti\u00bb) e a un altro quelle CONTRO \u2013 nel presentare pi\u00f9 argomentazioni possibili, in modo che la squadra avversaria non abbia, in occasione del suo turno, la possibilit\u00e0 di confutarle una per una, perdendo punti preziosi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aspetto interessante di questa pratica, oltre al riferimento lucido all\u2019abitudine dell\u2019asfaltatura nel dibattito pubblico odierno, \u00e8 di essere veicolo d\u2019accesso per Adam a una specie di linguaggio dietro il linguaggio. \u00abMentre enumerava in sequenza sempre pi\u00f9 veloce i vari imprevedibili modi in cui l\u2019applicazione della proposta degli avversari avrebbe condotto all\u2019olocausto nucleare [\u2026] Adam super\u00f2, come spesso gli accadeva, una soglia misteriosa. Cominci\u00f2 a sentirsi non tanto come se stesse tenendo un discorso quanto come se un discorso stesse tenendo lui, come se il ritmo e il tono della sua esposizione stessero cominciando a dettarne i contenuti [\u2026]. Si trovava comunque pi\u00f9 nel regno della poesia che della prosa\u00bb. Adam, in questo caso, accelerando l\u2019eloquio fin quasi a surriscaldarsi, fa esperienza di prosodia, di un ritmo poetico che \u00e8 suono ancor prima, o subito dopo, di significare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 solo una delle dimostrazioni di frammentazione del linguaggio, rottura di una continuit\u00e0, che Lerner espone all\u2019interno del romanzo. Infatti, se da un lato la padronanza del lessico pu\u00f2 condurre a una muscolare prova di sopraffazione, allo stesso tempo pu\u00f2 diventare strumento di incisiva comunicazione transgenerazionale (tra Adam e i genitori), cos\u00ec come strategia di sopravvivenza sociale. \u00abLa poesia diventava giustificabile se migliorava il tuo stile, se diventava cerchio del freestyle e flow [\u2026]. Se la maestria linguistica poteva causare danni e farti scopare, allora si poteva integrare nella sfera sociale degli adolescenti senza distaccarsi completamente dai valori familiari dell\u2019intelletto e dell\u2019espressione. Non era una riconciliazione, ma una tensione sostenibile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema della presenza dentro un unico individuo di numerosi universi linguistici, a volte celati alla persona stessa, viene affrontato anche attraverso la figura del padre di Adam, Jonathan, impegnato in esperimenti di <em>speech shadowing<\/em>, tecnica per la quale a un soggetto viene richiesto di ripetere le parole di una registrazione qualsiasi (nel romanzo, un manuale di scuola guida preregistrato) senza soffermarsi sul contenuto. Mentre il soggetto ripete, lo psicologo aumenta gradualmente la velocit\u00e0 del nastro, e l\u2019individuo, ancora convinto di seguire il brano registrato, inizia a farfugliare vocaboli disarticolati. Jonathan dir\u00e0, a proposito di uno dei suoi casi di studio, che \u00abse ne stava seduto l\u00ec come se niente fosse mentre sprofondava \u2013 o si elevava? \u2013 verso la glossolalia\u00bb. La teoria che Jonathan elabora \u00e8 che, sovrapposti a un carico di informazioni eccessivo, i meccanismi verbali vengano meno, come un <em>glitch<\/em>, producendo un errore fatto di suoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore ci comunica allo stesso tempo, tramite le parole di Jane, la madre di Adam, che \u00abfinch\u00e9 c\u2019\u00e8 linguaggio c\u2019\u00e8 elaborazione\u00bb. Allora viene da domandarsi: quale realt\u00e0 sta elaborando questo linguaggio glossolalico?<\/p>\n\n\n\n<p>Martino Gozzi, parlando di <em>Topeka School<\/em> nella <a href=\"https:\/\/www.raiplayradio.it\/audio\/2020\/04\/FAHRENHEIT---IL-LIBRO-DEL-GIORNO-Ben-Lerner-Topeka-School-Sellerio-cc43fcb8-4b17-476b-9233-98bb1147793a.html\">puntata di <em>Fahrenheit<\/em><\/a>, afferma che quella descritta da Lerner \u00e8 una realt\u00e0 \u00abal di sotto della quale scorre un fiume di insensatezza\u00bb. Il contesto sociale di Adam \u00e8 infatti quello dei \u00abragazzi perduti figli del privilegio\u00bb, gaudente prole dei <em>baby boomers<\/em>, rinchiusi all\u2019interno di un parco divertimenti chiamato Stati Uniti, goliardico e crudele senza soluzione di continuit\u00e0. Lerner, attraverso la figura di Klaus, acuto psicologo della Fondazione, delinea con precisione i tratti di questi ragazzi perduti. Klaus, da una parte \u00abnon riusciva a prenderli sul serio \u2013 coi loro frigoriferi pieni, l\u2019aria condizionata e la televisione; cosa c\u2019era di pi\u00f9 ovvio del fatto che non sapevano cosa fosse la sofferenza, o del fatto che se soffrivano di qualcosa era proprio della mancanza di sofferenza\u00bb. Dall\u2019altro lato, per\u00f2, lo stesso Klaus li prende anche sul serio: \u00absi sentono dire di continuo, dalla cultura in cui sono immersi, che sono individui anche belli tosti, ma in realt\u00e0 sono svuotati, isolati, uomini di massa senza una massa, anche se non sono uomini, ovviamente, ma ragazzi, eterni ragazzi, Peter Pan, uomini-bambini, perch\u00e9 l\u2019America \u00e8 un\u2019adolescenza senza fine\u00bb. Quella di Klaus, e di Lerner, \u00e8 dunque una verit\u00e0 che accetta il suo inverso, in collisione con i principi di non contraddizione, del terzo escluso e via dicendo. \u00abIl contrario di una verit\u00e0 \u00e8 una menzogna; ma il contrario di una verit\u00e0 profonda pu\u00f2 darsi che sia un\u2019altra verit\u00e0 profonda\u00bb dice Klaus, citando Bohr.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Topeka descritta da Lerner \u00e8 la versione in scala di un\u2019America infestata dalle villette a schiera, popolata da cittadini dotati di un unico \u00abvolto collettivo\u00bb, isolata dentro scantinati vitalizzati da feste a base di alcol e imitazioni scadenti di guerre tra bande, annientata dalle megastrutture dei centri commerciali e dei supermercati. All\u2019interno di questo quadro la glossolalia dal piano linguistico si sposta su quello narrativo e sulla rappresentazione di una realt\u00e0 scoppiata tra eventi e oggetti sempre pi\u00f9 numerosi, eppure eternamente uguali a s\u00e9 stessi. \u00abIn ogni casa c\u2019era lei o una persona come lei nel suo letto, addormentata o a far finta di dormire: i legali responsabili erano in fondo al corridoio, gli uomini di grossa corporatura russavano; le facce e le pose nelle foto di famiglia sulla mensola potevano cambiare, ma appartenevano tutte alla stessa grammatica di facce e pose\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro a un supermercato, invece, Adam sente, mentre \u00e8 alla ricerca degli integratori a base di creatina per accorciare i tempi del recupero muscolare, di venire inghiottito dall\u2019innumerevole quantit\u00e0 di confezioni presenti in una sola corsia, percependo \u00abil sublime dell\u2019intercambiabilit\u00e0, banale ma numericamente vertiginoso. Essere un soggetto in quel luogo significava essere asfaltato dagli oggetti\u00bb. La realt\u00e0 che Adam riesce a interpretare, fino a percepire i linguaggi degli stessi prodotti e comprenderne la poetica, \u00e8 costellata di oggetti che collassano su soggetti, che aumentano la stratificazione dei piani del reale, riducendo la linearit\u00e0. Questo discorso verr\u00e0 ripreso, quasi in chiusura di romanzo, quando Adam, per certi aspetti maturato, in occasione della competizione statale di oratoria si scaglier\u00e0 contro l\u2019avversario, paragonando la tecnica dell\u2019<em>overkill<\/em> verbale dello sfidante a una cieca dedizione alla crescita economica, dipendente \u00abdall\u2019idea che il pi\u00f9 equivalga sempre al meglio, nell\u2019accumulazione a tutti i costi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La glossolalia linguistica diventa dunque anche testimonianza di una realt\u00e0 costellata di volti ed eventi collettivi, che si ripetono all\u2019infinito, e, per questa ragione, possono accadere in qualsiasi spazio e tempo, come in un eterno loop. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo strato glossolalico, dopo quello linguistico e narrativo, \u00e8 infatti quello temporale, e l\u2019interludio del personaggio di Darren \u00e8 particolarmente funzionale allo scopo. La sua \u00e8 la storia di una vita minima, costellata di soprusi e mancate integrazioni, che raggiunge l&#8217;apice in occasione di una festa dei ragazzi bianchi e perduti, dai quali \u00e8 stato finalmente accettato. Nello scantinato si svolge una colluttazione che segna la vita di Darren, cos\u00ec come quella di Adam, tracciando un evento che non rimane rinchiuso nel passato, ma straripa nel presente come nel futuro, frantumandone i contorni. \u00abQuello che Darren non riusciva a fargli capire era che lui non l\u2019avrebbe lanciata, solo che l\u2019aveva lanciata da sempre [\u2026] La palla da biliardo era gi\u00e0 sospesa in aria, a ruotare lentamente. Come la luna, era l\u00ec da tutta la sua vita\u00bb. Il tempo di Lerner \u00e8 attraversato da un passato che collassa sul presente, mescolandosi e frapponendosi a esso, plasmando un ambiente narrativo dove accadono troppi eventi simultaneamente, e la continuit\u00e0 temporale frigge.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa scelta, oltre a tradurre temporalmente l\u2019ingolfamento glossolalico dei piani linguistico e narrativo, \u00e8 anche un affilato strumento di analisi dei personaggi. Jane riesce infatti a vedere il figlio davanti a lei, durante una cena al ristorante, passare attraverso tutte le sue et\u00e0, come se stesse compiendo un accurato lavoro dendrocronologico: \u00abera un neonato nella culla, protetto da mio padre [\u2026]. Uno scolaretto della Montessori che sviluppava speciali poteri. Privo di sensi dopo la commozione celebrale al St. Francis. Incapace di recitare \u201cLa Mucca Viola\u201d. Intento a scandire rime su troie e cannoni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, se uno non si fida di Ben Lerner, un concetto simile l\u2019ha espresso anche il Dottor Manhattan, autentica autorit\u00e0 nel campo, in <em>Watchmen<\/em>. \u00abIl tempo \u00e8 simultaneo. Un gioiello dalla struttura complessa che gli umani insistono a guardare un lato per volta, quando il suo insieme si pu\u00f2 scorgere in ogni faccia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, la conclusione, come nel libro, non c\u2019\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Topeka School<\/em> \u00e8 un romanzo che cerca il cortocircuito linguistico, narrativo e temporale, e lo trova. Abbattere la continuit\u00e0 non \u00e8 solo una scelta letteraria, espressione in forma scritta di un <em>non sequitur<\/em> logico, ma significa rappresentare una realt\u00e0 che \u00e8 essa stessa un <em>non sequitur<\/em>. Lacan diceva che \u00abla realt\u00e0 \u00e8 dove s\u2019inceppa\u00bb, e questo \u00e8 quanto.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAbbattere la continuit\u00e0 non \u00e8 solo una scelta letteraria, espressione in forma scritta di un non sequitur logico, ma significa rappresentare una realt\u00e0 che \u00e8 essa stessa un non sequitur\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2962,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/05\/17\/topeka-school-fuck-the-continuity\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Topeka School: fuck the continuity - 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