{"id":2916,"date":"2020-05-03T16:11:46","date_gmt":"2020-05-03T16:11:46","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=2916"},"modified":"2023-12-07T14:02:22","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:22","slug":"il-vivo-il-morto-e-la-macchina-confronto-tra-vita-e-morte-in-necropolis","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/05\/03\/il-vivo-il-morto-e-la-macchina-confronto-tra-vita-e-morte-in-necropolis\/","title":{"rendered":"Necropolis: il vivo, il morto e la macchina"},"content":{"rendered":"\n<p>Immaginare ci\u00f2 che si cela dietro la morte \u00e8 un compito arduo e stimolante per qualsiasi scrittore. La catabasi \u00e8 infatti uno dei <em>topoi<\/em> letterari che ricorrono nella mitologia e nella letteratura antica. Basti pensare ai due viaggi nell\u2019oltretomba pi\u00f9 famosi della letteratura: la prima cantica della <em>Divina Commedia<\/em> di Dante e il Canto VI dell\u2019<em>Eneide<\/em> di Virgilio. In <em>Necropolis<\/em>, opera dalle svariate sfaccettature di Giordano Tedoldi, pubblicata nel 2019 dalla casa editrice Chiarelettere, la catabasi svolge il ruolo di confronto tra il vivo e il morto.<\/p>\n\n\n\n<p>I viaggi nell\u2019aldil\u00e0, nel corso dei secoli, sono stati spesso utilizzati per mettere a confronto, tramite l\u2019utilizzo del dialogo filosofico, la conoscenza empirica dei vivi con la saggezza dei morti. Il viaggio del Maresciallo Yarden, novello Dante, novello Enea, ricalca quello dei suoi predecessori, e presenta molte similitudini, riviste in una chiave pi\u00f9 moderna, con le opere sopracitate. L\u2019ambientazione descritta da Tedoldi \u00e8 avvolta nella nebbia. All\u2019inizio sappiamo solo che Yarden, accompagnato dal nipote \u00abdi tredici anni e mezzo quasi quattordici\u00bb Rama, dal segretario Pierre e dal negromante Max, in seguito a uno specifico sogno premonitore che ha iniziato a tormentarlo con sempre maggiore frequenza, il Maresciallo, comprendendo l&#8217;avvicinarsi della sua morte, decide di intraprendere un viaggio nelle due Necropoli, Ovest ed Est. Al di fuori di queste due Necropoli, i cui caratteri possono essere riassunti nei motti minimalistici e antitetici: \u00abVivi per la tua morte\u00bb per quella Ovest e \u00abMuori per la vita degli altri\u00bb per quella Est, poco si sa del mondo esterno. Veniamo a conoscenza di un \u201cCampo Terzo\u201d, dove il Maresciallo ha trascorso la sua vita, ma, a eccezione di pochi altri nomi, non ci viene raccontato molto di pi\u00f9. La scelta non si presenta casuale, ed \u00e8 da imputare alla volont\u00e0 dell\u2019autore di porre l\u2019accento sulle fisionomie dei due aldil\u00e0, definite e descritte invece con minuzia di particolari. La Necropoli Ovest, la prima visitata dallo strano gruppo, presenta caratteristiche indiscutibilmente macabre, molto vicine all\u2019idea pi\u00f9 classica di \u201ctomba\u201d: ossari, lapidi e mausolei che si susseguono in maniera frenetica, ammassati secondo una geometria labirintica. La Necropoli Est, al contrario, \u00e8 un luogo futuristico, elegante e ipertecnologico, in cui l\u2019ordine e la pulizia regnano incontrastati.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie alla guida di Pierre, che molto presto scopriremo essere un automa, il gruppo riesce a trovare i luoghi di sepoltura ricercati da Yarden, nascosti principalmente nella labirintica Necropoli Ovest. Qui, i morti saranno riportati, per breve tempo, alla &#8220;vita&#8221; tramite l\u2019opera del moderno negromante Max, vestito griffato secondo le norme della \u201cnuova scuola crematoria\u201d. Il divario tra i vivi e i morti \u00e8 subito tangibile: non si parla soltanto di un divario fisico, esistenziale, ma anche di un confronto intellettuale. La morte, per Tedoldi, rende infatti i dannati pienamente coscienti di s\u00e9, portatori di una conoscenza assoluta. Il pi\u00f9 stupido degli uomini da morto diventa il pi\u00f9 saggio tra i vivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dono per\u00f2, come nella <em>Commedia<\/em> e nell\u2019<em>Eneide<\/em>, \u00e8 concesso solo tramite una perdita del presente, e della capacit\u00e0 di scegliere. Il morto \u00e8 prigioniero della sua stessa condizione. \u00abQuando s\u2019appressano, o son, tutto \u00e8 vano nostro intelletto; e, s\u2019altri non ci apporta, nulla sapem di vostro stato umano\u00bb. Queste le parole che la penna di Dante fa proferire a Farinata degli Uberti, capo dei Ghibellini a Firenze agli inizi del Duecento, relegato dal Sommo Poeta nel VI Cerchio dell\u2019Inferno, tra gli epicurei e gli eresiarchi. Con questi versi Farinata spiega a Dante che i morti sono in grado di vedere il lontano futuro (sar\u00e0 proprio Farinata a profetizzargli l\u2019esilio), ma incapaci di conoscere i fatti presenti o quelli prossimi a venire. L\u2019interesse di Dante, Virgilio e Tedoldi risiede infatti nel delineare il dualismo che dilania i dannati, divisi tra il desiderio di ritrovare l\u2019umanit\u00e0 andata perduta e l\u2019onere di custodire una conoscenza assoluta che, spesso, pesa troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che Yarden cerca dai suoi morti, figure che, direttamente o indirettamente, hanno avuto a che fare con la sua vita, \u00e8 comprendere i vantaggi e svantaggi di entrambe le necropoli, in modo da scegliere in quale delle due sia preferibile essere seppellito. Le risposte che riceve non faranno altro che caricarlo di altre domande, anzich\u00e9 rassicurarlo con delle certezze. La lingua dei defunti risulta enigmatica, a tratti incomprensibile, e molti passi del romanzo dovranno essere letti pi\u00f9 volte per afferrarne il significato. Lo stile variegato, ricco di termini ricercati e volutamente ostico, regala al lettore la stessa sensazione di spaesamento emotivo vissuta dal protagonista.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ai morti e ai vivi per\u00f2, Tedoldi inserisce nel genere un nuovo archetipo: l\u2019automa. Il fedele segretario Pierre, meccanico Virgilio, \u00e8 infatti per sua natura a met\u00e0 tra la morte e la vita, incastrato in un\u2019esistenza artificiale. Pierre \u00e8 la voce della ragione, puro raziocinio, saggio perch\u00e9 programmato per esserlo. Nel libro assisteremo a numerosi dialoghi tra Pierre e Yarden, che metteranno in luce interrogativi sulla \u201cvitalit\u00e0\u201d di una macchina, il ruolo dell\u2019automa all\u2019interno della storia umana, la differenza tra essere <em>progettati<\/em> ed essere <em>creati<\/em>. La macchina viene vista come &#8220;l\u2019anima&#8221; dell\u2019individuo, pura, semplice, perfetta nella sua funzionalit\u00e0, specchio lucido dell\u2019uomo, tramutandosi quasi in paradosso, quando consideriamo l\u2019anima come la parte pi\u00f9 umana di una persona. Per secoli intellettuali e filosofi hanno cercato l\u2019anima in un luogo fisico (la famosa ghiandola pineale che Cartesio riteneva esserne la dimora), ma nel romanzo di Tedoldi, sembra come se, non trovandola concretamente, gli uomini abbiano deciso di crearla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abEcco perch\u00e9 ci avete costruito\u00bb.<br>\u00abDici, Pierre?\u00bb<br>\u00abAvete risposto al nostro richiamo, \u00e8 un\u2019ipotesi da non scartare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che sembra fare da divisore \u00e8 il libero arbitrio, privilegio unico dei vivi. La possibilit\u00e0 di scegliere \u00e8 ci\u00f2 che il morto e la macchina invidiano all\u2019uomo che ancora cammina sulla terra: la capacit\u00e0 di cambiare il proprio futuro, o di prendere la pi\u00f9 innocua delle scelte, come decidere in quale necropoli venire sepolti. In questo caso, per\u00f2, il dualismo tra le due necropoli \u00e8 un\u2019aporia che Yarden non \u00e8 in grado di risolvere.<\/p>\n\n\n\n<p>La sensazione che si ha, per tutta la durata del romanzo, fino al suo epilogo, \u00e8 quella secondo cui i personaggi non sono altro che archetipi universali, in cui sono racchiusi i caratteri e i dubbi di un\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, Giordano Tedoldi, con <em>Necropolis<\/em>, pone delle domande ma cerca di non dare troppe risposte, creando una rete fitta e intricata di punti di vista molto diversi tra loro, capaci di spiazzare i protagonisti tanto quanto il lettore. Figure tragiche e terribili, i morti hanno la capacit\u00e0 di demolire le fondamenta dell\u2019uomo, ma \u00e8 proprio grazie a questa caratteristica che Dante, Enea, e Yarden cresceranno, ognuno a modo loro, tramite il raggiungimento di un sapere prima celato.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa morte, per Tedoldi, rende i dannati pienamente coscienti di s\u00e9, portatori di una conoscenza assoluta. 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