{"id":2891,"date":"2020-04-24T06:50:36","date_gmt":"2020-04-24T06:50:36","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=2891"},"modified":"2023-12-07T14:02:22","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:22","slug":"dieci","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/04\/24\/dieci\/","title":{"rendered":"Dieci"},"content":{"rendered":"\n<p>La parola \u2018esegesi\u2019 evoca un legame, spesso indissolubile, con \u2018religione\u2019 e, si sa, l\u2019ermeneutica dei testi sacri ha avuto perlopi\u00f9 interpreti maschili. Einaudi pubblica <em>Dieci <\/em>(2019), l\u2019ultimo libro di Elena Loewenthal, una fresca rilettura dei Comandamenti tramite l\u2019interpretazione di sfaccettature inedite delle Scritture, incomprensibili se non ci si predispone all\u2019\u2019incoerenza, che, secondo l\u2019autrice, \u00e8 alla base delle stesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma prima della Legge, uno sguardo alla Creazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il breve saggio &#8211; poco pi\u00f9 di cento pagine in tutto &#8211; fa parte della collana <em>Vele <\/em>e si apre con la storia della conoscenza dell\u2019uomo, la quale, ancor prima del frutto proibito, passa attraverso una domanda: <em>Ayeka<\/em>? \u00c8 la prima parola pronunciata da Dio all\u2019indomani della creazione di Adamo ed Eva, ma, per rispondere, sar\u00e0 bene rivedere alcuni passi.<\/p>\n\n\n\n<p>La Genesi racconta che, in principio, Dio li cre\u00f2 maschio e femmina, ma si parla di un\u2019endiadi ermafrodita, un\u2019idea nella mente divina che non ha materialit\u00e0; dopo il settimo giorno, serve infine qualcuno che domini sulla terra e un posto in cui il soffio (<em>nefesh<\/em>) possa abitare. Adamo non \u00e8 fatto dal <em>l\u00f2gos<\/em>, dall\u2019intelligenza ordinatrice di Dio, bens\u00ec da un materiale preesistente, dalla polvere della terra; con questo atto si parla di una \u2018seconda creazione\u2019 a tutto tondo dell\u2019uomo. A questo punto, per\u00f2, Adamo ha bisogno di qualcuno che gli stia <em>knegdo<\/em>, cio\u00e8 \u2018di fronte\u2019, termine tradotto con \u2018compagnia\u2019, che in realt\u00e0 indica un\u2019opposizione visiva, necessaria affinch\u00e9 possa riconoscersi, ma prima che tale volont\u00e0 sia esaudita, Dio istruisce l\u2019uomo su quella che diventer\u00e0 la storia pi\u00f9 vecchia del mondo: \u201cnon mangiare dei frutti dell\u2019albero della conoscenza del bene e del male\u201d. Il primo punto della scoperta del divino passa attraverso il rapporto di Adamo con Dio, il secondo \u00e8 l\u2019acquisizione della consapevolezza, ossia disobbedire al divieto intorno all\u2019albero della conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Eva, per\u00f2, non era ancora stata creata, dunque di chi \u00e8 la colpa? Della donna, che non c\u2019era, o dell\u2019uomo, che non l\u2019ha avvertita? Loewenthal chiarisce un punto che scagiona la donna dall\u2019immaturit\u00e0 di un\u2019accusa primigenia; chi si dimostra pi\u00f9 acuto nella fatidica scoperta della conoscenza, a ogni modo, \u00e8 Eva: lei per prima prende il frutto senza conoscerne il divieto, ma di un divieto, a ben vedere, non si tratta. Quell\u2019albero non \u00e8 un indicatore morale: \u00abIl giorno in cui mangerai da esso, morire morirai\u00bb, non si parla n\u00e9 di minaccia n\u00e9 di ingiunzione. L\u2019infinito che rafforza il verbo coniugato precisa che la morte entra in gioco non come effetto del frutto mangiato, ma come cognizione. Sapranno di dover morire, un giorno, e l\u2019ingenua nudit\u00e0 originaria sar\u00e0 persa per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>E quella domanda?<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziare un\u2019indagine esegetica da una domanda \u00e8 una scelta non frequente, a partire dalla quale l\u2019autrice tesse il suo lavoro. Loewenthal, cio\u00e8, stabilisce sull\u2019interrogazione il fulcro di un\u2019apertura all\u2019insolubile, perch\u00e9 la conoscenza, quando arriva a una scoperta, prosegue verso altre mete. Ma la vita \u00e8 anche determinazione e, perch\u00e9 inizi, \u00e8 necessario pronunciare la prima lettera, l\u2019<em>alef<\/em>, che apre la bocca in sospensione prima che la domanda venga fatta: <em>Ayeka<\/em>. \u00abDove tu?\u00bb. Dove sei, Adamo? \u00c8 Dio a cercare l\u2019uomo, non l\u2019uomo a cercare Dio. E l\u2019uomo rispose <em>anokh\u00ec<\/em>: \u00abLa tua voce ho sentito nel giardino e ho avuto paura perch\u00e9 nudo io, e mi sono nascosto\u00bb (Genesi 3, 10). <em>Anokh\u00ec<\/em>: io. In verit\u00e0 \u00e8 una ricerca reciproca che ricorrer\u00e0 pi\u00f9 volte nelle Scritture, ancor prima dell\u2019elezione del popolo di Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>La semplicit\u00e0 di un\u2019interpretazione popolare sulla natura spesso violenta di Dio ha defraudato della pienezza che gli spetta il complesso rapporto tra l\u2019Eterno e l\u2019uomo; si sente dire con consapevole e preoccupante arroganza che Dio non pu\u00f2 essere buono, visto il male che procura pi\u00f9 e pi\u00f9 volte all\u2019uomo. La verit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra ed \u00e8 tramite i Dieci comandamenti che Loewenthal cerca di spiegare meglio la questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, la Torah \u00e8 un\u2019alleanza. Ad Abramo, la Legge viene data attraverso una voce, la consegna \u00e8 un fenomeno acustico. <em>Hinneni<\/em>, \u00abEccomi\u00bb, dice Abramo, ti ascolto, anche se dovr\u00f2 uccidere Isacco. Viceversa, Mos\u00e8 \u00e8 il prototipo del dubbio, \u00e8 titubante, insicuro, ha bisogno che il Signore gli parli attraverso dei prodigi. Non a caso l\u2019autrice sceglie due figure cos\u00ec in contrasto tra loro, quasi a simboleggiare la molteplicit\u00e0 umana che apre l\u2019orecchio al divino e alla sua capacit\u00e0 di comprendere la voce (<em>qol<\/em>) che gli parla. A un livello di interpretazione letteraria e non fideistica, la bellezza di un tale atteggiamento giace su una passionalit\u00e0 che non ha nulla a che vedere con la coerenza; Dio non \u00e8 buono o cattivo, \u00e8 passionale, nel bene e nel male, e, cos\u00ec facendo, si riflette nella naturale incoerenza umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Incoerenza: la Legge consegnata da Dio gioca proprio su questo principio, non \u00e8 mai stabile e si avvale spesso di una frattura tra il cielo, infallibile ma passionale, e la terra, fallace ma curiosa. \u00abLa contraddizione,\u00bb dice Loewenthal \u00abnon \u00e8 il manifesto dell\u2019assurdo bens\u00ec l\u2019indicatore della complessit\u00e0 insita nel creato. Di fronte alla contraddizione non c\u2019\u00e8 resa ma lavoro di interpretazione\u00bb. L\u2019aporia, prosegue, \u00e8 la chiave per entrare in quella frattura e lavorare di ermeneutica. La stessa frattura che si genera nelle tavole dei Dieci comandamenti, quando Mos\u00e8, disceso dal Sinai, le scaglia per terra vedendo i suoi compatrioti adorare il vitello d\u2019oro. Anche in questo caso, la passionalit\u00e0 come cedimento all\u2019ira \u00e8 la misura dell\u2019errore umano e la sua possibilit\u00e0 di rimediarvi. La riparazione delle tavole necessita, una volta di pi\u00f9, dell\u2019ascolto di Mos\u00e8, cos\u00ec fragile, di quella voce che lo comanda, senza la quale il popolo d\u2019Israele non potr\u00e0 riavere la sua Legge; Dio gli dice di scrivere su altre due tavole che siano come le prime, ma il <em>come<\/em> indica una similitudine, pi\u00f9 che un\u2019uguaglianza, questo sta a significare che nessuno potr\u00e0 mai sapere cosa fosse stato scritto sulle tavole originarie; il vero peccato non \u00e8 ci\u00f2 che viene mangiato nell\u2019Eden, passo necessario per la cognizione di una vita destinata a concludersi, ma la mancanza del \u2018com\u2019era prima\u2019, l\u2019eco di tutte le future nostalgie, che non potrebbe nemmeno dirsi un peccato, piuttosto un vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Decalogo \u00e8 una prima forma di \u2018costituzione\u2019 ebraica che riunisce il popolo d\u2019Israele sotto un\u2019unica Legge codificata da Mos\u00e8, scelto come colui che interpreta la <em>qol<\/em>, la voce dall\u2019alto che, a conferma della passionalit\u00e0 di Dio, pone l\u2019accento sul secondo comandamento:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">Non avrai altri d\u00e8i al mio cospetto. Non ti farai statua o alcuna immagine che sia in cielo sopra o in terra sotto, nell\u2019acqua sotto la terra. Non ti prostrerai ad esse n\u00e9 le adorerai perch\u00e9 io sono il Signore tuo Dio, un Dio passionale che punisce le colpe dei padri sui figli fino ai tre, ai quattro, per chi mi odia, che fa il bene ai mille per coloro che mi amano e osservano i miei precetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non \u00e8 questa una dichiarazione di gelosia. Tale da impedire in assoluto la raffigurazione del divino, di per s\u00e9 non rappresentabile. Una precisazione cos\u00ec dettagliata sul peccato di idolatria rafforza il principio della gelosia divina, quasi Dio avesse paura di perdere il popolo prediletto, e qui entra in gioco la minaccia che funge da deterrente; Dio giudica secondo passione, \u00e8 pi\u00f9 umano dell\u2019umano. Ma i Comandamenti non sono tutto. <em>Hinneni<\/em> \u00e8, in fondo, la disposizione all\u2019ascolto e a ci\u00f2 che verr\u00e0; anche se scritta e destinata alla tradizione, la Legge non pu\u00f2 essere portata a termine, perch\u00e9 l\u2019ultima parola, come prescritto dal Talmud, non \u00e8 di questo mondo. Ama il tuo prossimo come te stesso, ancor prima dell\u2019avvento evangelico, \u00e8 la reale complessit\u00e0, perch\u00e9 la complessit\u00e0 medesima si conosce al confine dell\u2019io, varcando quella soglia che fa entrare nell\u2019altro; un tale atteggiamento ne presuppone un altro che, pur essendo assente dal Decalogo, potrebbe essere reso cos\u00ec: \u00abNon causare dolore\u00bb. Dio parla al tu, non al voi: <em>non uccidere<\/em>, <em>non avrai<\/em>, <em>ricorda<\/em>, <em>osserva<\/em>. Perch\u00e9? Semplice, \u00e8 la connessione perfetta tra l\u2019io del cielo e il tu della terra, ma la Legge si rivolge alla collettivit\u00e0 tutta, dunque come conciliare il tu col voi? Proprio qui si stabilisce una legge che anticipa la Legge: chi salva una vita, salva il mondo intero, come verr\u00e0 detto nelle generazioni a venire. Una vita \u00e8 come tante vite. Il dolore, per l\u2019ebraismo, non \u00e8 uno strumento di sublimazione, perch\u00e9 il dolore sfigura l\u2019individuo e lo rende non giudicabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il conciso e puntuale lavoro di Loewenthal \u00e8 costruito su uno stile asciutto, che non lascia adito a sotto-interpretazioni. Ma si rivolge ai soli credenti o anche ai laici? A un\u2019analisi onesta, Loewenthal sospende qualsiasi giudizio che non giochi sull\u2019apertura al dubbio anche quando, forse, si sia trovata una risposta. Ed \u00e8 un male? Pu\u00f2 la conoscenza acquisita essere deprivata del diritto che spetta per natura alla conoscenza senza fine? Anche cos\u00ec, la domanda gioca a svantaggio di chi si accontenta. Ma l\u2019imperfezione piace tanto al divino, a quanto pare.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDio non \u00e8 buono o cattivo, \u00e8 passionale, nel bene e nel male, e, cos\u00ec facendo, si riflette nella naturale incoerenza umana\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":2893,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/04\/24\/dieci\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dieci - 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