{"id":2806,"date":"2020-04-09T20:32:55","date_gmt":"2020-04-09T20:32:55","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=2806"},"modified":"2023-12-07T14:02:22","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:22","slug":"citta-sommersa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/04\/09\/citta-sommersa\/","title":{"rendered":"Citt\u00e0 sommersa"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 sempre difficile capire cosa spinga un lettore a scegliere un libro. Di solito ci si affida al risvolto di copertina, oppure ci si fa ispirare dal titolo; o ancora, si apre una pagina a caso e si legge qualche riga, alla ricerca di un particolare che colpisca. Per me, nel caso di <em>Citt\u00e0 sommersa <\/em>(Bompiani, 2020), romanzo di Marta Barone candidato al premio Strega 2020, \u00e8 stato un insieme di tutto questo. Il titolo prometteva mistero, mi parlava di una citt\u00e0 sfuggevole eppure in qualche modo familiare; il risvolto tratteggiava una storia a met\u00e0 tra il thriller e il romanzo di ricerca esistenziale; nelle righe che ho scorso ho trovato uno stile asciutto e attento ai dettagli.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prime pagine hanno confermato queste impressioni. <em>Citt\u00e0 sommersa<\/em> inizia con uno stato di calma irrequieta. Marta \u2013 la voce narrante che coincide con l\u2019autrice del libro \u2013 ha ventisei anni e si \u00e8 appena trasferita da Torino a Milano. Nella nuova citt\u00e0 cammina a lungo, osserva con sguardo lucido e pieno di sconcerto tutto ci\u00f2 che la circonda; il suo passato \u00e8 una distesa piatta, una \u00absuperficie liscia\u00bb su cui \u00abfar scorrere una mano impassibile e non sentire gi\u00e0 pi\u00f9 increspature di alcun genere\u00bb. Non si chiede mai chi sia, attraversa la vita ma non ne afferra il significato; per lavoro legge e valuta romanzi. Questo senso di sospensione termina improvvisamente grazie alla scoperta di alcuni documenti dimenticati: negli anni \u201880 Leonardo Barone \u2013 padre di Marta, chiamato L.B. nel corso di tutto il romanzo \u2013 \u00e8 stato accusato di partecipazione in banda armata, per aver prestato soccorso medico ad alcuni membri dell\u2019organizzazione terroristica Prima Linea. La scoperta di quelle carte, che riguardano una storia a lei gi\u00e0 nota ma di cui non si \u00e8 mai interessata, scatenano molte domande: chi era veramente suo padre? Come \u00e8 possibile che quegli eventi misteriosi riguardino qualcuno che si pensava di conoscere alla perfezione?<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno che possa darle una risposta, perch\u00e9 L.B. \u00e8 morto prima che lei si interessasse alla sua storia. Marta decide allora di guardarsi indietro e provare a ricostruire l\u2019immagine di quel padre distante. Da qui in poi, la narrazione procede su due piani differenti: da una parte ci sono i ricordi che l\u2019autrice ha di suo padre \u2013 un uomo difficile, con cui si \u00e8 scontrata spesso nel corso degli anni \u2013 dall\u2019altra ci sono i racconti delle persone che hanno conosciuto L.B. tra gli anni \u201870 e \u201880.<\/p>\n\n\n\n<p>Procedendo con la lettura, il libro sembra trasformarsi in qualcosa di diverso rispetto a quello che prometteva all\u2019inizio. Davanti al lettore si dispiegano le agitazioni del \u201868, le rivolte nelle fabbriche, le lotte per le case popolari, la vita dei militanti di Servire il popolo, gli attentati e le stragi. Per un attimo ci si dimentica della promessa iniziale, ma \u00e8 appunto solo un attimo: basta tornare a leggere qualche pagina in pi\u00f9 per capire che il vero soggetto di <em>Citt\u00e0 sommersa<\/em> \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di ricostruire l\u2019identit\u00e0 di una persona che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Marta si sforza, studia le carte del processo contro suo padre, interroga i vecchi compagni di partito e l\u2019ex moglie di L.B., scruta le fotografie sbiadite con occhio avido, ma nessuna di queste azioni le restituisce la verit\u00e0. Suo padre l\u00ec non c\u2019\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Il riassunto perfetto di questa conclusione \u00e8 nell\u2019esergo che la Barone sceglie per il suo romanzo: \u00abDi tutto l\u2019uomo non resta che una parte del discorso. In genere, una parte. Parte del discorso\u00bb. La citazione \u00e8 di Iosif Brodskij, ma si sarebbe potuto scegliere anche Javier Mar\u00edas, che in <em>Domani nella battaglia pensa a me<\/em> scriveva: \u00abQuanto poco rimane di ogni individuo nel tempo inutile [\u2026], di quanto poco rimane traccia, e di quel poco tanto si tace\u00bb. Accanto a questa idea, troviamo anche un altro parallelismo con i temi cari a Mar\u00edas: la re-interpretazione del passato alla luce della scoperta di fatti nuovi. Quando Marta scopre la vecchia vita di suo padre, \u00e8 infatti costretta a guardare con occhi diversi anche la sua stessa esistenza, che smette di essere una distesa uniforme, e diventa qualcosa di mutevole e complesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa consapevolezza non giunge senza complicazioni: per Marta \u00e8 impossibile conciliare l\u2019immagine che ha sempre avuto di suo padre \u2013 quell\u2019uomo vanitoso, posticcio, artefatto \u2013 con quella del ragazzo impegnato politicamente, votato al sacrificio, ma con un\u2019incredibile capacit\u00e0 di illuminare la vita di chi gli stava attorno. La ricerca di una totalit\u00e0 impossibile da ricostruire \u00e8 il motore dell\u2019intero romanzo; un desiderio che non pu\u00f2 trovare soddisfazione, perch\u00e9 manca sempre la parte centrale del discorso, e probabilmente nemmeno quella consentirebbe di ricostruire il vero volto di Leonardo Barone.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lettore si ritrova cos\u00ec in un labirinto di storie in cui ogni immagine sembra il riflesso di qualcos\u2019altro, le maschere si confondono con la verit\u00e0 e le interpretazioni si moltiplicano. I fatti storici non vengono raccontati in maniera ordinata, cronologicamente, ma ci vengono presentati nella stessa successione in cui l\u2019autrice ne viene a conoscenza. Cos\u00ec, il tempo va avanti e indietro, e i salti tra il presente e il passato costringono il lettore a una concentrazione costante.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte si soffre di questo andamento della narrazione \u2013 si vorrebbe sapere di pi\u00f9 sul rapporto tra Marta e L.B., si vorrebbe conoscere immediatamente cosa \u00e8 successo in via degli Artisti \u2013, e la scoperta della verit\u00e0 \u00e8 sempre parziale, frustrante. Altre volte, per\u00f2, ci sono rivelazioni che risollevano il morale, connessioni inaspettate che fanno sperare che in tutta questa storia ci sia un senso. Ma il senso si intravede solo per un attimo, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 sommersa, come la citt\u00e0 che d\u00e0 il nome al titolo, la favolosa Kite\u017e, a nord del Volga, che si inabiss\u00f2 nel lago per sfuggire ai tartari venuti a conquistarla. La stessa identit\u00e0 di L.B. \u00e8 come la cupola dorata della chiesa di Kite\u017e: a volte se ne intravede la superficie, ma per la maggior parte del tempo rimane nascosta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Citt\u00e0 sommersa<\/em> \u00e8 un romanzo evanescente, molto pi\u00f9 complesso di quanto sembri all\u2019inizio, ma anche apparentemente sospeso. L\u2019impressione \u00e8 che, girata l\u2019ultima pagina, ci sia ancora qualcosa di irrisolto, come se tutto ci\u00f2 che abbiamo letto non ci abbia permesso di svelare il mistero di L.B.. Ma c\u2019\u00e8 forse qualcosa di pi\u00f9 profondo che questa lettura ci restituisce. Prima di ritrovare i documenti sul processo del padre, Marta pensava al suo passato come \u00abuna distesa compatta\u00bb e a s\u00e9 stessa come \u00abun essere simultaneo che tutto era in grado di ricordare e che non considerava degno di attenzione nessuno di quei ricordi\u00bb; adesso invece quei ricordi tanto ignorati diventano parte della sua identit\u00e0. Sotto la \u00abprima Kite\u017e\u00bb, la Barone riscopre quindi qualcos\u2019altro:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abLa storia di mio padre, dunque, come una grande conchiglia madreperlata, sotto la valva conteneva la mia: la mia, che gi\u00e0 credevo di possedere e in cui invece trovavo una nuova linea, una nuova verit\u00e0. La mia vita vera, qualsiasi cosa avessi deciso di farne\u00bb. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poco importa quindi se non saremo riusciti a catturare l\u2019immagine di L.B., perch\u00e9 il senso pi\u00f9 profondo della narrazione sta proprio in queste poche righe. Il passato \u00e8 impossibile da ricostruire e la memoria \u00e8 ingannevole, ma il semplice gesto di guardare indietro pu\u00f2 aiutarci a comprendere la nostra esistenza.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl senso si intravede solo per un attimo, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 sommersa, come la citt\u00e0 che d\u00e0 il nome al titolo, la favolosa Kite\u017e, a nord del Volga, che si inabiss\u00f2 nel lago per sfuggire ai tartari venuti a conquistarla\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":2809,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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