{"id":2560,"date":"2020-03-25T15:59:37","date_gmt":"2020-03-25T15:59:37","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=2560"},"modified":"2023-12-07T14:02:22","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:22","slug":"i-topi-del-cimitero","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/03\/25\/i-topi-del-cimitero\/","title":{"rendered":"I Topi del Cimitero"},"content":{"rendered":"\n<p>Prima di approcciarsi a <em>I topi del cimitero <\/em>di Carlo H. De\u2019 Medici (Cliquot, dicembre 2019) e gustarne a pieno il valore narrativo (e il sopraffino lavoro editoriale nel ripubblicarlo) \u00e8 necessario lasciare da parte le nostre influenze e gusti contemporanei sul genere horror e abbandonarci al fascino oscuro e decadente di questa raccolta. Non si tratta soltanto di abituare i propri occhi alla prosa dell\u2019autore, al tipo di narrazione e ai temi affrontati, che possono sembrarci lontani e desueti, ma anche a un tipo di letteratura e di vicenda editoriale che potrebbe arrivare come artificiosa e demod\u00e9. S\u00ec, perch\u00e9 come Gabriele D\u2019Annunzio, contemporaneo dell\u2019autore anche se notevolmente pi\u00f9 fortunato e celebre, visse la sua vita come un\u2019opera d\u2019arte, cos\u00ec la vita di Carlo H. De\u2019 Medici sembra un racconto dell\u2019orrore.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 dalla prefazione di Federico Cenci, uno dei fondatori della casa editrice romana, la vicenda prende connotati pittoreschi, e lo stesso editore sembra diventare il protagonista di un racconto lovecraftiano. Tutto ha inizio alla fine del 2017, quando una serie di circostanze portano la casa editrice ad acquistare online la raccolta di racconti dal titolo <em>Gom\u00f2ria<\/em>, nella sua rarissima edizione originale del 1921 (Facchi editore, ripubblicata nel 2018 da Cliquot): da l\u00ec nasce il primo incontro con Carlo Hakim De\u2019 Medici. Lasciate perdere la nobile casata fiorentina: le vicende personali di questo autore e della sua famiglia hanno radici in quella consonante muta e puntata, nascosta ma non completamente cancellata. Il nonno Giuseppe Hakim amministrava la sinagoga Eliyahu Hanavi, in Alessandria d\u2019Egitto; successivamente la famiglia si spost\u00f2 a Parigi, dove il padre di Carlo, banchiere, si guadagn\u00f2 una buona posizione, fino ad arrivare a Gradisca d\u2019Isonzo, una piccola localit\u00e0 in provincia di Gorizia all\u2019epoca ancora parte dell\u2019Impero austro-ungarico. Due citt\u00e0 simbolo della letteratura antica e moderna, Alessandria d\u2019Egitto e Parigi, si legano alla storia dello scrittore senza per\u00f2 toccarlo direttamente, predestinandolo piuttosto a quell\u2019irrequietezza e curiosit\u00e0 tipica degli autori dell\u2019orrore. Non solo scrittore e illustratore, Carlo H. De\u2019 Medici era anche studioso di occultismo e alchimia, passione che, assieme ai suoi vizi mondani, lo portarono a dilapidare il patrimonio familiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni aspetto della sua vita sembra intrecciarsi con forze oscure, arcane (perfino stabilire la data di nascita non \u00e8 stato semplice per la casa editrice), mentre della morte ancora non si hanno notizie. L\u2019ultimo spostamento documentato di Carlo H. De\u2019 Medici risale al 1921, quando si trasfer\u00ec in Lombardia assieme alla madre. La prefazione di Federico Cenci \u00e8 tempestata di altri aneddoti di questo genere, che preferisco lasciare alla curiosit\u00e0 di chi sia rimasto folgorato dalla descrizione di un autore cos\u00ec atipico rispetto al panorama editoriale contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna ammettere quindi che, nella scena letteraria gotica e orrorifica attuale, dominata perlopi\u00f9 dall\u2019immaginario kinghiano e dall\u2019estetica lovecraftiana, chi non abbia una base di Poe, Huysmans o, perch\u00e9 no, di Scapigliatura italiana potrebbe faticare ad approcciarsi a <em>I<\/em> <em>topi del cimitero<\/em>, anche perch\u00e9, rispetto ai maestri sopra citati, De\u2019 Medici propone una sua ricetta di orrore particolarissima. Il primo segno distintivo \u00e8 la scrittura: colta, ricca, a tratti esuberante nella forma e nella ricercatezza. La prosa dell\u2019autore \u00e8 ben inserita nel panorama del decadentismo italiano, dove certi racconti assomigliano pi\u00f9 a inni, tanto \u00e8 aulico e suggestivo il registro adottato.&nbsp; La struttura della raccolta si mantiene per lo pi\u00f9 quella tipica del genere: alcuni racconti procedono con il classico flashback per poi, ma non sempre, sublimarsi con un colpo di scena finale. Solo la struttura rimane tradizionale, e la narrazione (tutta rigorosamente in prima persona) propone delle suggestioni interessantissime. I racconti di De\u2019 Medici sembrano appartenere a una dimensione del sogno o, pi\u00f9 propriamente, dell\u2019incubo: gli spazi, cos\u00ec come il tempo, sono irreali e fumosi, definiti da approssimative indicazioni; i dialoghi sono artificiosi e surreali, come in <em>Madama la morte <\/em>e <em>La pendola, <\/em>dove i protagonisti si rapportano rispettivamente con la Morte e&nbsp; il Diavolo con aplomb e disinvoltura, perfettamente a loro agio con la natura sovrannaturale della contesto; i simbolismi e i riferimenti al mondo dell\u2019occultismo (smaccatamente luciferino) e all\u2019alchimia sono particolarmente pregnanti, come nei racconti <em>Guland <\/em>e <em>Dopo<\/em>. Il tutto condito da uno smaccato e beffardo senso dell\u2019umorismo, sadico e nero al punto giusto, come in <em>Quel burlone di Nane<\/em>. Il libro contiene anche altri quattro racconti della raccolta <em>Crudelt\u00e0<\/em>, dove fra tutti spicca un <em>Madrigale <\/em>che fa riecheggiare <em>La pioggia nel pineto <\/em>dannunziana.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, a contraddistinguere ulteriormente De\u2019 Medici rispetto a tanti altri scrittori, suoi maestri o contemporanei del genere, \u00e8 il rapporto con il male. A differenza della maggior parte degli scrittori, che scoprono la propria impotenza di fronte al male che alberga in ognuno di noi (e ne vengono inevitabilmente sopraffatti), l\u2019autore friulano si rapporta con la propria condizione di mediocre e molle umanit\u00e0, dolendosi per il mancato congiungimento con questo male che, innegabilmente, \u00e8 sempre una parte del Tutto. L\u2019orrore di De\u2019 Medici \u00e8 quindi la <em>stessa<\/em> natura umana, debole, viziosa, perennemente insoddisfatta e annoiata: niente di pi\u00f9 del perfetto ritratto dell\u2019uomo decadente. \u00c8 importante sottolineare che a questo ritratto l\u2019autore non imprima un giudizio morale, essendo lui stesso amante e cultore del vizio, ma lo disegni con rammarico e malinconia, conscio della propria natura meschina ed effimera, in rapporto con un universo cos\u00ec complesso e misterioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro grande merito dell\u2019opera \u00e8 la qualit\u00e0 dell\u2019impaginazione e della grafica. Inserita all\u2019interno della collana <em>Fantastica<\/em> delle edizioni <em>Cliquot<\/em> (cos\u00ec come <em>Gom\u00f2ria<\/em>) la raccolta contiene le xilografie originali dell\u2019autore, e il progetto grafico risulta una delizia per gli occhi. Averlo tra le mani, sfogliarlo e soffermarsi sulle sue lugubri illustrazioni restituisce quel gusto e quell\u2019estetica di inizio Novecento, propria delle etichette delle bottiglie di assenzio, delle locandine dei teatri e anche e soprattutto di molta letteratura di genere illustrata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricollegandosi alla premessa iniziale, si capisce perch\u00e9 per godere a pieno dell\u2019opera sia necessario un atto di fiducia, scegliendo di immergersi nel mondo, nell\u2019immaginario e nel cuore di un secolo fa. Nell\u2019era in cui, in meno di un secondo, accediamo a migliaia di informazioni provenienti da ogni parte del mondo, \u00e8 difficile accettare di essere solo la punta dell\u2019iceberg di un mondo sommerso e sconosciuto, capace di mettere in discussione le nostre certezze. La cura del lavoro di <em>Cliquot<\/em> nel consegnare ai lettori un autore cos\u00ec unico nel suo genere merita questo atto di fede (diabolica), abbandonandosi alle torbide trame dei racconti di Carlo H. De\u2019 Medici e della sua cripta.<\/p>\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019orrore di De\u2019 Medici \u00e8 la stessa natura umana, debole, viziosa, perennemente insoddisfatta e annoiata: niente di pi\u00f9 del perfetto ritratto dell\u2019uomo decadente\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":2570,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/03\/25\/i-topi-del-cimitero\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I Topi del Cimitero - 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