{"id":2483,"date":"2020-02-06T09:15:00","date_gmt":"2020-02-06T09:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=2483"},"modified":"2023-12-07T14:02:23","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:23","slug":"ce-sempre-stata-la-lotteria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/02\/06\/ce-sempre-stata-la-lotteria\/","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 sempre stata la Lotteria"},"content":{"rendered":"\n<p>Tutte le societ\u00e0 si costruiscono su divieti e sacrifici, su ci\u00f2 che non si deve o si deve fare. Questi principi, simili a due case dalle finestre illuminate in un paesaggio notturno, sono il rifugio di famiglie e onesti lavoratori, che l\u00ec si ritrovano a chiacchierare della giornata passata e dei valori condivisi; la distanza che le separa \u00e8 immersa nel buio. Giardini, staccionate, prati e cespugli sono l\u00ec a dividerle sotto innumerevoli strati di oscurit\u00e0, e nessuno osa avventurarsi in quella regione intermedia, fuori dal cerchio proiettato dalla luce. Ma se qualcuno, insoddisfatto dalle quattro mura, esce con una torcia e inizia a raccontare ad alta voce quello che vede tra le due dimore, allora c\u2019\u00e8 chi dalle finestre comincia ad ascoltare. Ci\u00f2 che la voce descrive \u00e8 difficile da accettare, incanta e terrorizza, ripugna e attrae, ma alcune persone porgono l\u2019orecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragione dell\u2019enorme successo di Shirley Jackson risiede nella sua capacit\u00e0 di narrare, con tono mite e implacabile semplicit\u00e0, quello che vede al di fuori delle due case, oltre la rassicurante familiarit\u00e0 delle norme sociali, dell\u2019io civilmente definito e delle solide convenzioni che regolano i rapporti umani. Autrice di romanzi e racconti appartenenti all\u2019inquietante mondo del \u201cgotico\u201d americano firma anche articoli sull\u2019attivit\u00e0 domestica e memoir familiari della vita in Vermont accanto al marito, il critico letterario Stanley Edgar Hyman. La variet\u00e0 di registro che ne caratterizza l\u2019arte ha procurato non pochi problemi a chi ha cercato di ricondurre la Jackson donna e madre alla scrittrice di horror, con l\u2019intenzione di ridurre la sua opera a un\u2019unica identit\u00e0. Sarebbe assurdo, \u00abcome aspettarsi che Melville sia una grande balena bianca\u00bb, ha ribattuto il marito. Le sue storie, infatti, non sono mai fantasie personali frutto di esperienze casalinghe. Libere dal contesto di creazione si innalzano a simbolo e riflesso della realt\u00e0, o di ci\u00f2 che la realt\u00e0 nasconde. Non \u00e8 un caso che a sancirne il successo, ma soprattutto l\u2019ingresso nel canone della letteratura americana sia stato un racconto tra i pi\u00f9 rappresentativi delle caratteristiche fin qui evidenziate, <em>La Lotteria<\/em>, le cui vicende editoriali sono rivestite di una mitologia riservata a poche altre opere nella storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Si narra che la sua pubblicazione sul New Yorker del 26 giugno 1948 abbia gettato nel panico centinaia di lettori sconvolti dalla laconica crudelt\u00e0 della storia, inquietati e incuriositi dalle dinamiche dell\u2019insolita tradizione descritta. La redazione venne invasa da <a href=\"https:\/\/loa-shared.s3.amazonaws.com\/static\/pdf\/Jackson_Biography_Story.pdf\">lettere<\/a> di sconcerto e protesta e Jackson fu a pi\u00f9 riprese costretta a fornire spiegazioni sul significato di quanto aveva scritto. Ma si narra ancora \u2013 e a farlo \u00e8 proprio l\u2019autrice \u2013 che il testo in grado di turbare l\u2019America del secondo dopoguerra e di dare avvio alla stagione di questo genere americano, ancora al centro di innumerevoli dibattiti critici e censurato a lungo in Sudafrica, sia stato candidamente concepito in una tiepida giornata estiva mentre di ritorno dalla spesa Jackson spingeva il passeggino della figlia su per una salita; scritto dopo aver messo le verdure nel congelatore, sia stato completato in qualche ora e il giorno successivo inviato all\u2019editor della rivista.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse Harold Bloom ha ragione quando dice che <em>The Lottery<\/em> ferisce una volta sola, che il suo meccanismo funziona solo alla prima lettura. Magari si sbaglia, ma in ogni caso, se non lo si \u00e8 fatto, bisognerebbe leggerlo il prima possibile per evitare di disinnescare in qualche modo la sua speciale macchina catartica (si pu\u00f2 leggere in inglese <a href=\"https:\/\/www.loc.gov\/lcm\/pdf\/LCM_2017_0708.pdf?loclr=blogpoe\">qui<\/a>). La casa editrice Adelphi, che da anni si occupa di tradurre e raccogliere la perturbante opera della Jackson, ha pubblicato lo scorso novembre <em>La Lotteria <\/em>(traduzione di Franco Salvatorelli) nell\u2019adattamento grafico dell\u2019illustratore, nonch\u00e9 nipote dell\u2019autrice, Miles Hyman. Qui la partitura visiva, tra silenzi e volti solitari in stile Hopper, coglie bene lo spirito del racconto, offrendo una resa ottimale del senso di attesa e di rigida attenzione, come solo un altro <a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/topic\/The-Lottery\">adattamento<\/a>, questa volta cinematografico, prodotto nel 1969 dall\u2019Encyclopaedia Britannica per la regia di Larry Yust ha saputo fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 ad aver sconvolto a tal punto i lettori del New Yorker? A rendere ancora cos\u00ec necessaria la pubblicazione di quest\u2019opera? La storia \u00e8 quella di una cerimonia annuale che si tiene all\u2019inizio di ogni estate, coinvolgendo tutti gli abitanti di una piccola cittadina rurale del New England (come dichiara la stessa Jackson, <em>potrebbe<\/em> aver preso spunto dai suoi vicini). Un officiante regola l\u2019estrazione e ogni partecipante, senza distinzione di et\u00e0 o genere, secondo una rigida lista in ordine alfabetico, procede alla pesca del proprio biglietto da una veneranda scatola nera. Un solo foglietto segnato \u00e8 aggiunto agli altri e chi fortuitamente lo sceglie vince il premio della lotteria: la lapidazione fino alla morte. Ogni anno questo rito si compie in quasi tutte le citt\u00e0 dello Stato anche se, a quanto dicono i personaggi, qualche comunit\u00e0 a nord ha abbandonato questa tradizione a proprio rischio e pericolo; rinunciarci, infatti, comprometterebbe inevitabilmente il raccolto, avverte il Vecchio Warner.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla brutalit\u00e0 della violenza si accompagna un resoconto limpido e razionale, una prospettiva ancor pi\u00f9 straniante perch\u00e9, sebbene sembri limitarsi al pacato equilibrio di un narratore esterno, a questo fa sottilmente assumere il privilegiato punto di vista della folla. E nella drammatizzazione dell\u2019estrazione si riconosce con facilit\u00e0 il primordiale sacrificio del capro espiatorio. Cos\u00ec come riconosciuto da Girard, autore di alcune delle opere fondative del pensiero moderno, tra cui <em>La violenza e il sacro<\/em> e <em>Il capro espiatorio<\/em>, la violenza commessa ai danni di una vittima arbitraria \u00e8 tra i principali modelli costituitivi della civilt\u00e0. Un elemento o una minoranza, che si distingue per la propria esclusione sociale sulla base di criteri culturali, religiosi o fisici, diventa il bersaglio contro cui la violenza del gruppo si sfoga. Per permettere alla societ\u00e0 di liberarsi dai propri impulsi aggressivi, dalle frustrazioni causate da una crisi e di ristabilire gli schemi di pacifica convivenza prima vigenti, bisogna immolare una vittima sull\u2019altare del bene comune. La ricerca del capro da parte dei persecutori avviene attraverso criteri che vengono creduti legittimi: chi viene ucciso \u00e8 ritenuto responsabile di aver causato la crisi della societ\u00e0, avendo commesso crimini tali da turbarne l\u2019ordine e il delicato equilibrio; in tal modo la strega \u00e8 accusata di aver ucciso i bambini e la comunit\u00e0 ebraica di aver avvelenato il fiume, se una pestilenza ammorba la citt\u00e0. L\u2019uccisione della vittima ristabilisce la pace. Gli effetti positivi sono tali che l\u2019evento comincia a essere ripetuto fino a diventare un sacrificio rituale.<\/p>\n\n\n\n<p>Se nel racconto gli stereotipi della persecuzione sono meno evidenti, nonostante non ci sia dubbio sull\u2019 identificazione del capro espiatorio come vittima del sorteggio, \u00e8 perch\u00e9 l\u2019evento vittimario \u00e8 gi\u00e0 ritualizzato, e a dimostrarlo \u00e8 la dettagliata descrizione della procedura. Dalla preparazione della scatola, passando per l\u2019investitura dell\u2019officiante, alla formalit\u00e0 dei saluti, ogni gesto appaga le aspettative dei cittadini, che nella consolidata ripetitivit\u00e0 della cerimonia trovano la garanzia della sua efficacia. Nel lettore, per\u00f2, l\u2019effetto suscitato \u00e8 tutt\u2019altro. &nbsp;La crescita della tensione, il graduale avvicinamento verso il finale, e quindi verso il disvelamento del referente, costituiscono un contrasto scioccante rispetto alla normalit\u00e0 della situazione iniziale, rendendo la lettura profondamente inquietante e conducendo il lettore verso la riscoperta di un modello sociale sepolto e la sua ratifica rituale. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Per i critici, nel concetto di capro espiatorio si raccolgono insieme l\u2019innocenza della vittima, la polarizzazione collettiva contro di essa e la finalit\u00e0 della stessa persecuzione. Qui, sembra chiaro, gli ultimi due aspetti sono assorbiti nella liturgia, mentre il primo, l\u2019innocenza e dunque la scelta, dovrebbe essere garantito dall\u2019aleatoriet\u00e0 dell\u2019estrazione. Come detto prima, per\u00f2, il punto di vista del narratore \u00e8 quello dei persecutori, della folla che crede di scegliere la vittima secondo principi oggettivi, in nome di un bene superiore e necessario. Infatti, attraverso gli occhi del narratore, Tessie, la donna che pescher\u00e0 il biglietto <em>fortunato<\/em>, sembra assumere su di s\u00e9 (fin dall\u2019avvio del racconto) una serie di segni sempre pi\u00f9 cogenti. &nbsp;\u00c8 l\u2019unica, infatti, ad arrivare in ritardo, dichiarando addirittura di aver dimenticato il giorno della Lotteria, non mancando poi di ironizzare sull\u2019inizio della cerimonia. \u00c8 sempre lei nel corso dell\u2019estrazione a dichiararne davanti a tutti l\u2019ingiustizia ed \u00e8 ancora lei a cercare di sovvertirne le regole, a discapito della propria famiglia, per aumentare le probabilit\u00e0 di sopravvivenza. Ben prima dell\u2019evidenza del pezzo di carta, questi segnali la individuano gi\u00e0 come l\u2019incontestabile vittima sacrificale. Le sue azioni la qualificano come una minoranza non integrata, un elemento destabilizzante dell\u2019ordine costituito e necessario, una nota stonata, perci\u00f2 altamente dannosa, nell\u2019armonia della convivenza civile. Che sia la stessa Tessie a estrarre la propria condanna dalla scatola nera, allora, \u00e8 solo una conferma di quanto avvenuto nelle pagine precedenti, e il vecchio Warner la convalida quando afferma che lui, cos\u00ec ossequioso e dipendente nei confronti del rituale e della citt\u00e0, ha assistito gi\u00e0 a ben settantasette lotterie.<\/p>\n\n\n\n<p>A quelli che vedono <em>La Lotteria<\/em> come una rappresentazione della violenza cieca che domina l\u2019umanit\u00e0, a quelli che ne leggono gli eventi come un ritratto del rituale persecutorio bisogna presentare la possibilit\u00e0 che ci sia qualcosa in pi\u00f9. Se il gioco della fortuna ratifica quanto la natura di Tessie ha affermato, se perci\u00f2 la neutralit\u00e0 del caso arriva a conferma della ragione del popolo, in un\u2019architettura autoportante in cui senza l\u2019uno l\u2019altro non si d\u00e0, allora l\u2019intero rito dell\u2019estrazione ha un significato ben preciso, ulteriore a quello della cieca scelta. L\u2019inconsapevolezza dei persecutori, ancora prigionieri del proprio inconscio e fermamente convinti dell\u2019oggettivit\u00e0 delle accuse che individuano il capro, viene smascherata da Jackson attraverso l\u2019impalcatura stessa. Convincersi della realt\u00e0 dei crimini commessi dalle vittime designate, ammantare la persecuzione di pretestuosa onest\u00e0 equivale a prostrarsi a credere che la scelta del caso coincida esattamente con la scelta determinata dalla collettivit\u00e0, scelta che sacrifica proprio la personalit\u00e0 divergente. Nelle moderne civilt\u00e0 il meccanismo vittimario dovrebbe essere frenato dall\u2019evoluta razionalit\u00e0 dei cittadini, che lungi dal concentrare le proprie frustrazioni collettive contro le minoranze arbitrariamente accusate, rivolgerebbe legittimamente il dito solo contro i reali colpevoli. Ma l\u2019ironico paradosso creato della Jackson colpisce proprio questa presunta inconsapevolezza, svelando come l\u2019oggettivit\u00e0 spesso non sia altro che la maschera indossata dagli istinti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello sconcerto dei lettori del New Yorker, nella loro morbosa curiosit\u00e0, forse si pu\u00f2 ravvisare un\u2019immedesimazione nelle parole dell\u2019autrice, la scoperta di qualcosa lasciato sopito o nascosto nel giardino buio. Rileggere questo racconto, rivisitarlo attraverso tutti i media possibili, vuol dire cercare un significato per il ruolo di Tessie, tentare di pacificarsi con la violenza perpetrata. Nel mito, dopo la morte, la vittima diventa sacra per i persecutori perch\u00e9, ormai subordinati al suo potere, le riconoscono una causalit\u00e0 totalizzante, in lei risiede l\u2019origine e la soluzione del male. Qui, per\u00f2, Jackson non lascia spazio alle rassicurazioni, e la puntualit\u00e0 dell\u2019evento non raccoglie indizi sul dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori dal tempo, per sempre, una donna continua a descrivere quello che vede a met\u00e0 strada tra la casa del dovere e quella dei sacrifici. Non tutto quello che dice \u00e8 gradito, ma dalle finestre molti continuano ad ascoltare.<\/p>\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abRileggere questo racconto, rivisitarlo attraverso tutti i media possibili, vuol dire cercare un significato per il ruolo di Tessie, tentare di pacificarsi con la violenza perpetrata\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2484,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/02\/06\/ce-sempre-stata-la-lotteria\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"C\u2019\u00e8 sempre stata la Lotteria - 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